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Recentemente la pirateria informatica è tornata alla ribalta grazie alla notizia del diffondersi della modchip per Nintendo Wii, che consentirebbe di utilizzare titoli copiati illegalmente.
Prescindendo dal fatto che tutte le azioni ed i comportamenti contro la legge sono condannabili, mettiamoci per un istante nei nostri panni, quelli del consumatore e valutiamo la situazione.

Se vogliamo utilizzare a casa nostra i documenti cui accediamo anche in ufficio, abbiamo 2 scelte: ricorrere agli ottimi software di produttività free (come OpenOffice, le Google Apps, Gimp per la grafica e via discorrendo), oppure dovremmo spendere alcune centinaia di € per poter essere assolutamente in regola.
Ma alcune centinaia di € sono l'equivalente del valore del pc, se non di +! è come se andassimo dal benzinaio ed il pieno costasse 30000 €, quanto l'auto cioè!
Passiamo alla musica: sono giustificati 0.99 € per un brano (tralasciando le limitazioni varie dei DRM), cosa che fa arrivare a 12-14 € il prezzo di un album completo? Questo pensando che un CD, che impone dei costi di produzione, di trasporto, stampa e quant'altro, aveva costi simili.
Alla fine di questo breve discorso, che non vuole assolutamente essere un inno alla pirateria, ci mancherebbe, l'impressione è che i pirati siano certamente da condannare, perchè violano le legislazioni vigenti, ma non ne escono bene neppure major e compagnia varia; dietro alla motivazione degli alti costi di realizzazione, distribuzioni e diritti vari, forse-forse anche loro approfittano un po' per tenere i prezzi dei titoli videoludici (ma anche come abbiamo visto, di quelli musicali), leggermente alti.
Forse, e dico ancora forse perchè sono solo speculazioni le mie, se i costi agli utenti finali fossero inferiori, questi ultimi sarebbero più propensi a non rivolgersi a mercati illegali; è un tentativo che potrebbe essere fatto, alla luce delle perdite che le aziende comunque subiscono a causa della pirateria; soldi persi per soldi persi meglio, secondo me, provare una strada diversa da quella seguita finora per combattere il fenomeno e che non ha dato i risultati sperati, no?
Ricordandovi che piuttosto di copiare illegalmente potete rivolgervi, almeno in campo software, ad ottime alternative gratuite, dopo aver spinto nel vuoto i pirati, buttereste giù dalla torre anche software house, major & c.?

Sul mio PC ho solo prodotti freeware installati. 38 applicazioni con cui faccio tutto, che non si inchiodano e non riempiono l'hard disk di centinaia di mega (se non a volte giga) di roba inutile. Se poi mi capita a volte di scaricare qualcosa di multimediale, il 90 per cento delle volte viene cancellata dopo qualche minuto perchè non valeva neanche il costo della corrente per tenere acceso il pc. Il free ed open source è il futuro...
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Utilizzare software copiato non è un reato, basta essere liberi professionisti
alle 15:36
Adam Smith
Quando una software house, utilizzando la propria posizione dominante, impone dei formati proprietari che di fatto schiavizzano gli utenti, la pirateria diventa legittima difesa, cosí come si configura uno stato di necessitá. Per imporre il proprio standard tutte i produttori all'inizio rendono copiabili i loro prodotti, per poi passare alla "tosatura" quando hanno ammazzato il mercato. In un paese civile il mercato dovrebbe essere tutelato, impedendo la formazione di posizioni dominanti o di standard chiusi. Inutile dire che anche nei sistemi operativi é esattamente lo stesso, come dimostrano i prezzi dei vari concorrenti. PRezzi non livellati sono possibili solo in situazioni patologiche di mercato.