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Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile; accade talvolta che questa massima, decisamente veritiera nella maggior parte dei casi, non valga in alcuni, rari e particolarissimi frangenti. A 31 anni esatti dalla presentazione dell'Apple II, il computer che ha dato il via alla fase personal dell'informatizzazione, sono in molti a chiedersi quale sarà il peso dell'allontanamento causa motivi di salute di Steve Jobs dall'azienda della mela.
C'è anche chi si spinge più in là, ipotizzando un abbandono definitivo del numero 1 di Cupertino, sulle cui condizioni circolano indiscrezioni da diverso tempo, fatto che porrebbe i vertici dell'azienda californiana di fronte al non facile problema della successione.
E' indubbio che Apple, prima ancora dei suoi prodotti, sia Steve Jobs: perfezionista fino all'eccesso, attento e proteso a creare stile e tendenze piuttosto che accodarsi e seguire quelle esistenti, a lui va il merito di aver inventato almeno in parte quell'oggetto che è parte assolutamente integrante del nostro lavoro e tempo libero: il computer.
Il carisma del 54enne nato a Green Bay rappresentano un qualcosa di insostituibile ed in caso il congedo di Jobs divenisse definitivo o si prolungasse oltre il giugno 2009, come ha annunciato da lui stesso in una mail inviata a tutti i dipendenti Apple, l'azienda di Cupertino potrebbe sopperire alla sua mancanza dividendo i suoi attuali compiti tra le persone che storicamente gli stanno più vicine nell'ambito lavorativo, senza però poter trasferire loro il suo stile assolutamente personale.
Quello che appare essere come una sorta di semestre bianco per Apple, vedrà quindi i vari Tim Cook e Phil Schiller occuparsi pro-tempore di determinati aspetti gestionali dell'azienda della mela, ben consci però di non disporre di quelle qualità ed appeal che ha portato Jobs, nel corso degli anni, a fare di un'azienda che realizzava prodotti di nicchia, un autentico impero commerciale, diversificati in svariati ambiti e che è stato, tra gli altri, in grado di condizionare le major della musica, imbrigliandole in quella gigantesca operazione commerciale che prende il nome di iTunes.
I vertici Apple hanno di che essere preoccupati anche guardando al passato quando Steve Jobs lascio l'azienda per dedicarsi ai progetti NeXT e Pixar, periodo nel quale la Mela conobbe forse la maggior crisi della sua storia.
L'augurio doveroso è che il genio di Green Bay possa risolvere i suoi problemi di salute, per sé stesso in prima istanza, ma anche per l'intera community legata al mondo della tecnologia, che sta godendo tutt'ora i benefici del lavoro di una figura che ha scritto la storia dell'informatica moderna e non solo.
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