Tutte le novità e le curiosità del mondo hardware
MacWorld 2009: solito battage pubblicitario ed hype a nastro, da parte di Apple, per il primo grande evento hi-tech dell'anno, ulteriormente impreziosito dal fatto che sarà l'ultimo della storia e che, come è stato ripetuto più volte, non vedrà la presenza del patron Steve Jobs.
Ma in definitiva cosa si è visto nel primo giorno di lavori al Moscone Center? Non anticipo nulla; secondo la tradizione Apple e di quelli che non devono essere considerati i suoi utenti, ma seguaci, talvolta l'apparenza ha la meglio sulla sostanza; accade allora che un evento come questo, al posto di essere l'appuntamento che permette di far vedere da vicino le novità dell'azienda di Cupertino, diviene invece l'occasione per farsi dare 1 lezione di musica dai vari Sting, Sarah McLachlan o Norah Jones. Dopo Colazione Da Tiffany, il pentagramma con il pungiglione.
La prima guest star dell'happening è stata Phil Schiller che ha parlato davanti ad un esercito di blogger armati di iPhone e MacBook rigorosamente Air, i quali hanno prontamente scaricato video, fotografie ed impressioni in Rete, organizzati in alcuni casi nell'atroce stile Twitter, un format anch'esso molto cool 'n fashion ma del quale, all'atto pratico, sarebbe bene comprenderne la reale usabilità ed il valore dei contenuti esprimibili.
Si parte forte, con iLife '09, una nuova release di iPhoto che, udite-udite, integra la tecnologia di face detection, un miracolo che è già realtà per mano di altri brand da anni, ma che adesso, fregiandosi del marchio della mela morsicata è divenuta, ovviamente, tutta un'altra cosa. Si prosegue poi con l'implementazione di funzioni geotagging e l'integrazione con Flickr e Facebook; che forte questa Apple, che fa sembrare fantastico qualcosa che gli altri propongono da tempo!
La gallina dalle uova d'oro degli ultimi anni, per Steve Jobs e soci, alias iTunes, si evolve; tre fasce di prezzo, 0,69, 0,99 e 1,29 dollari a contenuto a partire da aprile saranno le quotazioni fissate per venire incontro alle esigenze di flessibilità richieste dalle major; arriva poi anche iTuneS Plus, per i nemici giurati dei DRM e la possibilità di utilizzare lo Apple Store anche in collagamento 3G su iPhone e non solo più via Wi-Fi; naturale evoluzione o timore di Nokia e del suo Comes With Music? A naso si direbbe la seconda. ;)

La carrellata sul software termina con una quantomai vacua nuova versione di iWork, la suite di produttività che mira a fare le scarpe ad Office ed a Microsoft, nella speranza da parte di Cupertino e Redmond che realizzazioni freeware come l'ottimo OpenOffice non facciano neri tutti quanti, almeno nel settore computer.
Bene, fin qui il settore software, dove l'azienda della mela ha mostrato l'intenzione di investire parecchio, per il futuro; sul fronte hardware la novità si chiama MacBook Pro 17; realizzato con la tecnologia Unibody, di cui occorre rendere merito ad Apple per l'originalità, diviene il portabandiera dei portatili basati su OS X.
Forte delle sue caratteristiche migliorate rispetto agli altri notebook della mela, per quanto riguarda memoria, velocità ed autonomia (fino ad 8 ore), rispetto al passato, suo sarà il non facile compito di confermare i portatili prodotti dall'azienda di Cupertino come i più venduti negli States, un andamento del mercato che non ha però riscontro in alcuna altra parte del globo.
Signore e signori, that's all folks! Come, di già? Si, l'appuntamento è a più tardi per altre succulente novità o forse sarebbe meglio dire, nella speranza di vedere realmente qualcosa di nuovo, dato che nel Day One c'è stato davvero poco da annotare sul taccuino... pardon, da postare su Twitter, se non si considera lo show che c'è stato a corollario del tutto.

Non occorre più stupirsi di questo però, dal momento che tutto ciò che ruota attorno ad Apple deve essere per forza un qualcosa di unico anche se non lo è, ma non fa mai a meno di manifestare la sua esclusività nei prezzi di alcuni suoi prodotti, iPhone in testa, a fronte di caratteristiche pari, se non inferiori alla concorrenza.
Probabilmente a questo punto i paladini del marchio di Cupertino staranno già rabbrividendo, affermando fieramente che l'hardware Apple è più figo; personalmente il comparativo ci sta, ma la qualifica è più trendy e nient'altro; partendo dal presupposto che chiunque è libero di spendere i propri soldi come meglio crede, è anche vero che acquistare prodotti perchè secondo la massa sono di tendenza sia un qualcosa che ognuno di noi è in grado di giudicare.

Concludo dicendo che i prodotti Apple sono in effetti nel complesso buoni, alcuni ottimi; l'opera è però in parte rovinata dall'assurdo marketing del brand, che mira al classico far cadere ogni cosa dall'alto; l'attesa per cosa potranno inventarsi nell'appuntamento di domani è pertanto davvero grande.
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