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La storica battaglia legale che vede da tempo impegnate Microsoft ed Unione Europea, sembra destinata a terminare con la vittoria di quest'ultima; dopo alcune salatissime multe, per un ammontare superiore agli 1,5 miliardi di Euro a causa dell'assunzione di posizione predominante sul mercato, l'ex-azienda di Bill Gates pare intenzionata a cedere.
La vertenza riguarda tutta una serie di software integrati in Windows che, secondo le autorità, non dovrebbero essere nativamente previsti nel sistema operativo della software house californiana, in modo da permettere all'utente di scegliere anche soluzione di terze parti e non essere costretto ad usare ciò che gli viene imposto.
L'esempio più lampante di questa situazione è dato dal bowser web Internet Explorer, parte assolutamente integrante di tutti gli OS Microsoft a partire da 95 ed NT in poi; la novità risiede nel fatto che il futuro Windows 7 sarà totalmente modulare, permettendo l'installazione di soluzioni non Microsoft in modo più agevole che al momento.

Attesa tra la fine di quest'anno e l'inizio del 2010 la nuova release del più diffuso sistema operativo del globo, oltre ad essere nativamente scevra dall'integrare certe tipologie di software al suo interno, dovrà poter garantire anche la completa disinstallazione delle applicazioni Microsoft, nel caso venga scelto di impiegare una soluzione realizzata da qualche competitor dell'azienda di Redmond.
In Windows 7 occorrerà dunque prepararsi a non più vedere, alla prima accensione, Internet Explorer installato, ma non solo; dello stesso gruppo di applicazioni messe sotto accusa dall'Unione Europea ci sono anche Media Player, Windows Search e, secondo alcune indiscrezioni, anche il popolare mail client Windows Mail.
In una note, l'UE si è dichiarata soddisfatta del nuovo approccio di Microsoft all'argomento ci si appresta a sotterrare le asce di guerra legale.
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