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Marcia indietro del governo neozelandese sulla discussa norma 92A, che sanciva l'obbligo, sa parte degli ISP, di sospendere l'erogazione dei servizi di connettività a quegli utenti imputati di ripetuti download di materiale soggetto a copyright dalla rete.
Si torna dunque al lavoro, in quel di Wellington, per arrivare ad una riformulazione del provvedimento che consenta comunque di tutelare i diritti d'autore per quanto riguarda l'ambito elettronico, facendo quindi slittare l'entrata in vigore della regola, atteso inizialmente per febbraio e poi già rimandato una prima volta a fine marzo.

Nel mirino della norma infatti c'erano principalmente software e musica, i principali protagonisti di download illegali. La causa della mancata entrata in vigore della regola è da imputarsi alla scarsa chiarezza del testo della fantomatica 92A, che ha di fatto impedito ai provider di redigere un protocollo di intesa comune, chiaro, univoco ed applicabile.
La notizia del rinvio dell'applicazione del quadro normativo ha dato ragione ai websurfer neozelandesi, appoggiati per l'occasione anche da Google; il colosso di Moutain View non ha mai infatti nascosto la sua contrarietà a regole o tanto meno leggi che permettano agli ISP di impedire l'accesso ad una o più categorie di utenti.
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