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A parte lo straordinariamente complesso ambito dell'intelligenza artificiale, uno dei grandi ostacoli finora incontrati dalla robotica ha riguardato la difficoltà nello riuscire a dare, agli automi, quella sensibilità e delicatezza nei movimenti che sono propri della gestualità umana.
Se per noi è assolutamente naturale dosare la forza in funzione di cosa ad esempio dobbiamo prendere in mano, stringendo delicatamente un oggetto fragile o energicamente un qualcosa di pesante, non è altrettanto semplice trasferire questa capacità ad un automa.
Tra le varie applicazioni in questo che è un campo nel quale si vedranno, nel prossimo futuro, passi avanti sorprendenti, merita un posto di riguardo il RoMeLa Project del College of Engineering at Virginia Tech.
All'interno delle attività è stato creato RAPHaEL (Robotic Air Powered Hand with Elastic Ligaments, letteralmente mano robotica controllata da aria compressa e dotata di legamenti elastici). Si tratta della riproduzione in chiave robotica di una mano in grado di stringere con forza oggetti resistenti, ma anche di poter maneggiare uova o lampadine a bulbo senza causare alcun danno.
Mossa da aria compressa ad oltre 400 kPa (più di 4 bar) prodotta da un compressore e governata da un microcontrollore in grado di sincronizzare anche il movimento delle dita e dosare la forza esercitata per mezzo di cambiamenti della pressione applicata.
RAPHaEL è parte del più ampio progetto CHARLI, a cui sono stati assegnati diversi riconoscimenti negli ultimi due anni e rappresenta uno dei punti di riferimento del settore.
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