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Il costante aumento nell'utilizzo della Rete e degli strumenti informatici in generale, ha di fatto profondamente mutato, accrescendole, le esigenze dei datacenter, installazioni dove i numerosi server di un'azienda conservano dati e gestiscono transazioni.
Come tutti gli apparati, il computer ed i server hanno ovviamente bisogno di energia elettrica per funzionare che, nel caso delle server farm diventa una quantità importante, cosa che si traduce in una consistente fonte di inquinamento; basti infatti pensare ad installazioni che comprendono interi edifici, in larga parte occupati solo da sistemi informatici.
Ultimamente, anche se in parte per puro marketing, le aziende produttrici del settore high-tech stanno orientandosi verso il verde, attuando soluzioni eco-compatibili che riducono l'impatto ambientale che ne deriva dalla loro presenza. Una di queste è IBM, che ha annunciato lo sviluppo di un data-center ad emissioni zero.
Sulla scorta di applicazioni simili, per il momento ridotte a singole installazioni, Big Blue è al lavoro per realizzare le specifiche che possano divenire uno standard per la costruzione di server farm in grado di poter essere considerate totalmente non inquinanti.
L'utilizzo di tecnologie quali il chip stacking (letteralmente l'impilamento di chip, che prevede lo sviluppo in verticale dei processori e dei principali integrati) ed il raffreddamento a liquido, mediante acqua o altri agenti, ai sistemi porterebbero, nel primo caso ad una sostanziale riduzione dello spazio occupato e nel secondo alla possibilità di riutilizzare l'energia termica dissipata per altri scopi, come ad esempio il riscaldamento.
Il prototipo di questa nuova generazione di datacenter ha, per il momento, un'efficienza del 75%; grazie agli ingombri ridotti inoltre, è possibile realizzare strutture edilizie meno estese, con conseguenti minori spese e fabbisogno di energia non solo per alimentare i sistemi, ma anche per mantenere tutti i vari servizi ad essi correlati, come il riscaldamento/condizionamento per chi vi lavora dentro, l'illuminazione e molti altri aspetti.
Infine, se come fonte di energia primaria, al post di quella ricavata da idrocarburi o comunque combustione, fosse utilizzata quella eolica o solare, si avrebbe realmente la possibilità non solo di disporre di una server farm ad impatto zero. La strada sembra quindi tracciata: way to go, Big Blue.
Fonte
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