Tutte le novità e le curiosità del mondo hardware
Mentre in questi giorni è in corso a Copenhagen la conferenza mondiale sul clima, con opposte fazioni di scienziati o semplici delegati a sostenere o meno il piano di riduzione dell'inquinamento globale, nei laboratori di ricerca si sperimentano nuove soluzioni che comprendono anche aspetti ed oggetti legati alla quotidianità, come le batterie.
Anche una semplice stilo infatti costituisce una fonte di inquinamento; basti pensare ai miliardi di batterie di piccole dimensioni, di questo tipo ma non solo (un'altra voce importante è ad esempio costituita da quelle per i cellulari), che ogni anno vengono rottamate o comunque giungono alla fine del loro ciclo di vita.
Se, da un lato, la ricerca va verso nuovi materiali partendo da basi organiche, come le alghe per esempio, argomento affrontato in questo post, dal Massachussets Institute of Technology arriva un nuovo concetto di accumulatori tascabili, basato sulla carta ed i nanotubi.
Da tempo infatti, le nanotecnologie sembrano poter offrire un deciso impulso in molti ambiti; in questo in particolare, renderebbero possibile la realizzazione di batterie teoricamente riciclabili al 100%, vista la proprietà di poter essere riutilizzata del carta con, in più, una riduzione di peso rispetto agli attuali accumulatori quantificabile al momento nel 20%.
L'importanza di disporre di minor peso è particolarmente sentita in tutte quelle applicazioni dove la portabilità è un elemento caratterizzante di un dispositivo, sia esso un telefono cellulare, un lettore MP3 o altri apparati similari.
La carta dunque, immersa in particolari soluzioni chimiche, potrebbe essere una delle nuove frontiere dell'alimentazione di piccoli dispositivi in ambito “mobile”, fermo restando la necessità di poter industrializzare l'intero ciclo di produzione e riciclo in modo da non avere i rischi di inquinamento attuali, una volta arrivati a fine ciclo di vita.
Sulla base di questo, in un giorno che non pare troppo remoto, anche i fogli di carta avranno forse un connettore e la batteria di ricambio per il nostro smartphone la potremo tenere comodamente piegata nel portafogli.
la batteri adel futuro c'è gia basta produrla e commercializzarla inn btreve tempo non ospettare è gia possibile realizzarla datevi da fare e non parlate del futuro od occorre anni il tempo è preziozo e l'umanità direi ne ha necessità con implicticito sviluppo sull'occupazione grazie.
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alle 18:12
Gianluca Salina
Perdonami Rocco, ma non io essendo un capitano d'industria del settore hi-tech, il massimo che posso fare è mettere la mia umile esperienza al servizio di chi legge, cercando di parlare di come potrebbe essere il futuro in questo campo. Una coscienza collettiva è già un primo passo verso il fare qualcosa ed il raggiungere la consapevolezza che si possa andare in certe direzioni è un punto di partenza per il cambiamento chemolti si auspicano, in materia di energia ma non solo. Da lì in poi, chi si deve dar da fare in modo tangibile purtroppo, non siamo né tu né io, se non nel momento in cui avremo la possibilità di acquistare determinati oggetti che chi di dovere avrà iniziato a produrre e mettere in vendita.
Un saluto,
Gianluca