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Rifiuti elettronici in forte crescita: le Nazioni Unite lanciano l'allarme

Martedì 23 Febbraio 2010, 13:45 in Tecnologia e società, Tecnologia ed ambiente di

RAEE, e-waste, rifiuti elettronici; sono nomenclature diverse che identificano gli apparecchi di tecnologia una volta giunti alla fine del loro ciclo di vita e che rappresentano ormai una voce importante nella quantità totale di materiale che viene gettato via ogni anno.

Ovviamente caratterizzati dal non essere assolutamente deperibili né biodegradabili ma, anzi, spesso contenenti materiali tossici, i resti della nostra corsa alla tecnologia aumentano sempre più nelle discariche, ma non solo e l'impressione è che anche la più rigida e controllata politica di trattamento possa divenire, nell'immediato futuro, non più sufficiente ad arginare la crescita esponenziale di questo tipo di materiali in giro per il mondo.

Un monito, in tal senso, arriva dalle Nazioni Unite; l'organizzazione ha infatti realizzato uno studio che ha evidenziato la criticità della situazione specialmente nei paesi in via di sviluppo o interessati da un forte boom economico; basti infatti pensare che la quantità di RAEE prodotti da Cina e Sudafrica quadruplicheranno nella prossima decade, mentre l'India vedrà crescere la quantità di e-waste di ben cinque volte nel corso dei prossimi dieci anni.

Rifiuti elettronici: un problema sempre più pressante

A questi numeri si aggiunga la bassa incidenza di politiche di riciclo attuate in certe regioni della Terra, cosa che disegna un quadro tutt'altro che rassicurante; il problema è senza dubbio di non facile soluzione, dal momento che oltre alla coscienza dei singoli, occorre costruire una cultura del reimpiego di certi materiali che, se non può contare sulla spinta del rispetto per l'ambiente in cui viviamo, può fare senza dubbio appello all'aspetto economico, dal momento che il materiale riciclato ha costi inferiori a quelli necessari per la produzione ex-novo.

Parallelamente è compito dei produttori impegnarsi nel creare oggetti che facciano uso di materie riciclate o che impieghino sostanze e componenti dal basso impatto ambientale; viceversa, e non è per sterile catastrofismo, nel futuro le favelas braisliane, le vilas miserias argentine ma anche le baraccopoli delle nostre periferie potrebbero essere costituite non più solo da cumuli di spazzatura organica, ma anche da montagne di televisori, computer ed apparecchi elettronici vari, con tutto quanto ne consegue, un quadro ai confini delle immagini di guerra post-atomica descritta in molti romanzi futuristici.

Fonte

e-waste

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