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Se i dinosauri, secondo le più recenti teorie, sarebbero stati spazzati via dalla faccia della Terra 60 milioni di anni fa circa a causa dell'impatto di un grosso meteorite con il suolo del nostro pianeta, secondo alcuni un corpo assai poco celeste minaccia di porre fine in modo altrettanto repentino a quello che è probabilmente il sistema operativo per PC più apprezzato della storia informatica moderna.
Non ci è riuscita Microsoft, vale a dire la sua stessa creatrice, a mandare realmente in pensione l'ormai vecchio, ma sempre arzillo Windows XP e così ci proverebbero i costruttori di hard disk. A mettere in crisi il più apprezzato degli OS made in Redmond potrebbero infatti i dischi del futuro ed un nuovo file system, entrambi attesi sul mercato per il prossimo anno.
La loro particolarità, stando alle indiscrezioni provenienti dagli stessi brand che li stanno realizzando, risiederà nella diversa dimensione dei settori, forse secondo WinFS, lo standard finora mai rilasciato da Microsoft (anche se se ne ventila l'introduzione da anni) e che permetterebbe nella maggiore affidabilità e sicurezza che permetterebbe, oltre a garantire un migliore sfruttamento dello spazio sui dischi.
La novità dovrebbe poter essere indolore sia per Windows 7 che per Vista, MacOS X e le varie distro Linux, mentre per il buon XP potrebbe costituire un ostacolo non da poco, visto che ll longevo OS di Microsoft non supporterebbe nativamente questo formato.
Per ovviare a questo una soluzione potrebbe essere quella di ricorrere ad un software in grado di aggiriare il problema, cosa che comporterebbe un rallentamento delle prestazioni del sistema quantificabile nel 10% circa secondo i produttori.
Proprio questi ultimi sono additati, da alcuni analisti, quali colpevoli di immobilismo per troppo tempo sulla questione, visto che la ratifica del LDBC è avvenuta 10 anni fa e, se la cosa può sembrare importante se riferita al discorso consumer, ancor più lo è nell'ambito professionale/aziendale, dal momento che Windows Server 2003 soffre dello stesso problema.
C'è ovviamente la solita tesi complottistica che vede una pressione di Microsoft affinché vengano realizzati software in grado di renderlo compatibile allo stato nativo con i futuri dischi, un modo per consegnare finalmente alla storia un sistema operativo la cui notorietà ha messo e mette ancora lo stesso colosso di Redmond in difficoltà ma, onestamente, questa è fanta-informatica.
E' invece interessante chiedersi quanti sarebbero disposti a sacrificare il 10% delle prestazioni degli hard disk che vedremo a partire dal prossimo anno (ammesso che la data sia confermata dall'arrivo reale di prodotti sul mercato), pur di continuare a a veder apparire, durante il caricamento dell'OS, quella X e quella P che ci accompagnano ormai da otto anni e mezzo.
Voi accettereste questo compromesso?
Non capisco cosa c'entri l'introduzione di un nuovo file system con la fine di XP. Se il nuovo file system offrira' realmente vantaggi entro pochi mesi ci sara' sicuramente qualcuno che, magari gratis e open source, rendera' accessibili i dischi da XP cosi' come ora ci sono software che permettono di accedere a dischi Mac o Linux.
Tutto dipende da due fattori: il primo: che uso si fa del pc, se solo uso di ufficio il problema del 10% è un falso problema. il secondo: il costo della migrazione (licenza+costo lavoro per migrare)ad un nuovo sistema operativo. Di certo il costo licenze è quello che pesa maggiormente indipendentemente dall'uso del pc. Una ipotesi su uno scenario futuro può essere la seguente: per tutte le attività dove non è necessario un rapido accesso ai dati sarà accettato il 10% di penalizzazione con il costo contenuto dell'installazione del software che renderà compatibili i nuovi hdu con XP. Per tutte le altre attività o il passaggio a MAC o Linux in ultimo W7.
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alle 09:57
Gianluca Salina
@ Carneade: c'entra che se nessuno si prenderà la briga di fare quanto dici, XP non potrà utilizzare il nuovo file system; la tua, che qualcuno realizzi la parte software necessaria, è soltanto un'ìpotesi, che potrebbe anche non realizzarsi mai.