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Che il marketing odierno sia in grado di affermare cose incredibili pur di valorizzare un certo prodotto o brand è cosa nota, ma accade a volte che vengano dette le classiche sparate fuori dal vaso, per restare nei limiti della decenza lessicale.
E' il caso del buon Anssi Vanjoki, nome forse sconosciuto ai più, ma che in realtà ricopre la carica di vicepresidente di Nokia, di cui è anche General Manager per quanto concerne la Marketing Division del gigante scandinavo.
Vendendo telefoni, per farla breve, il nostro non poteva far altro che tessere le lodi di uno dei dispositivi che hanno effettivamente cambiato parte del nostro modo di vivere dell'ultimo ventennio.
Il problema è che si è spinto oltre, arrivando ad affermare che nell'arco dei prossimi dodici mesi i cellulari sono destinati a rendere obsolete la macchine fotografiche reflex.
Ora, che nel settore della telefonia mobile si siano fatti passi da gigante nella cattura delle immagini è fuori di dubbio, anche se gli stessi miglioramenti si sono avuti nel settore fotografico da cui provengono i sensori ormai implementati in qualsiasi terminale che costi più di 20 € o giù di lì, e qui casca il primo asino.
Il secondo ciuco in caduta libera arriva pensando che se il buon Anssi si fosse limitato al confronto tra telefoni e compatte, la sua affermazione sarebbe risultata azzardata e fuori luogo ed invece no: è andato a scomodare la categoria di macchine fotografiche utilizzate in primo luogo dai professionisti del settore.
Vanjoki potrà conoscere tutti i segreti del marketing legato ai cellulari e relativi accessori, ma di sicuro di fotografia ha bisogno di molte ripetizioni, iniziando proprio dal mero aspetto tecnico della questione, nozioni che probabilmente anche i muri ed i criceti ciechi ed obesi conoscono.
La totale mancanza di ottica delle camere implementate nei telefoni, la dimensioni infinitesima dei sensori rispetto a quelli impiegate nelle reflex rendono le affermazioni della guida commerciale di Nokia assolutamente prive di senso.
Se così non fosse, significherebbe che i vari Oliviero Toscani & c. del caso ci hanno sempre raccontato bufale sulla difficoltà della loro professione, dal momento che basterebbe un cellulare per regalarci gli scatti e le emozioni che la storia recente della fotografia digitale ha saputo donarci.
Forse, a 54 anni suonati, per il vecchio Anssi è tempo di pensione, pensando che nel tempo libero potrà provare infinite volte e replicare, con il suo Nokia ultimo modello, gli scatti che normalmente si ottengono con le ormai quasi-obsolete DSLR.
...Sicuramente non si potrà mai competere con una buona Reflex digitale o manuale-mecc.,ma c'è da dire che oggi giorno in questa vita molto accelerata(in tutti i sensi)tutti puntiamo alla polivalenza...Con questo voglio dire che se in futuro c'è una quache possibilità di fare buone foto e dico buone no ottime,professional come una sig.REFLEX con un solo apparecchio che tutti portiamo perennemente nel nostro taschino ben venga.Inizia già a esserci qualcosa in giro x il mondo,come il cell."ALTEK LEO".
http://hardwaregadget.blogosfere.it/2010/10/altec-leo-lo-smartphone-che-sfida-le-fotocamere.html
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alle 13:22
Gianluca Salina
Condivido il pensiero Ernesto, precisando però che il concetto di buona foto è abbastanza aleatorio e comunque dipendente da chi effettua lo scatto. Certo, se si tratta di uno scatto il cui contenuto sia importante averlo catturato "nel miglior modo possibile" mentre si è in mobilità, un cellulare è senz'altro l'oggetto più versatile, visto che è sempre con noi (salvo quando lo si dimentica a casa o in ufficio). Occorre però ricordarsi che con una qualsiasi compatta digitale attuale ed avendo una minima conoscenza del mondo della fotografia (cosa utile anche se si scatta con un cellulare, peraltro), il risultato sarà probabilmente sempre superiore a quanto reso possibile dal telefono, che in pratica è privo di ottica.
Un saluto,
Gianluca