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PEC: l'ennesimo pasticcio all'italiana?

Martedì 27 Aprile 2010, 09:30 in Internet di

La premessa è che lo schieramento politico non c'entra. Detto questo, la casella di posta elettronica PEC di cui si è parlato in questi giorni è la classica raffazzonata all'italiana in stile alzare il tappeto e nascondere la polvere o, se preferite,  il costruire la casa partendo dal tetto.

In un paese dove il digital divide lascia prive di connessione ADSL molte persone, si hanno paradossi incredibili come i 50 milioni di PEC a disposizione dei cittadini, dove per alcuni di essi, scaricare la posta (specie con allegati) è un'impresa degna delle fatiche di Ercole, principalmente come tempo necessario a svolgere questa operazione, potendo unicamente contare sul collegamento PSTN (via modem telefonico classico).

Un'altra curiosità riguarda il fatto che la caselle gratuite sono divenute disponibili svariati mesi dopo che tutti i provider privati offrivano un servizio analogo (a pagamento): solito ritardo dell'Amministrazione Pubblica o occorre pensar male, visti gli innumerevoli precedenti quando c'è di mezzo un qualcosa di tecnico affrontato da burocrati?

 Posta Elettronica Certificata

Ed ancora: miriadi di sistemi informatici che non dialogano tra loro, realizzati senza specifiche comuni, senza un concetto di necessità di interoperabilità presente o futura che fosse, popolano il cuore tecnologico del Paese nell'ambito pubblico e nulla o quasi, a dispetto dei proclami trionfalistici, si sta facendo per mutare questo stato di cose. Accade questo adesso, ma è globalmente sempre stato così, di qui la premessa iniziale che il colore politico non c'entra.

Ora, ben venga la PEC, ma non come iniziativa isolata e ad esclusiva o quasi mossa di marketing, bensì all'interno di un piano di effettiva modernizzazione dell'infrastruttura tecnologica del Paese, che deve permettere a tutti l'accesso ad Internet con un determinato livello di servizio e deve dotare i vari Enti ed uffici di strumenti efficienti e che dialoghino tra loro all'interno della rete pubblica.

Diversamente, dei 50 milioni di PEC disponibili ne resteranno molte non utilizzate, mentre si continuerà ad esempio a veder segnare le date e le tipologie di vaccinazioni eseguite su una scheda cartacea, le notifiche delle contravvenzioni arriveranno come adesso accade dopo mesi e mesi, ecc ecc ecc.

Ultimo ma non meno importante aspetto è quello che deve prevedere un'adeguata formazione del maggior numero di persone possibili in ambito tecnologia. Per molti mandare una mail o navigare su internet, scaricare e quant'altro è automatico come girare le chiavi nella toppa della porta di casa, per parecchi altri no.

A che serve avere a disposizione degli strumenti, se una parte del target cui essi si rivolgono non è in grado di fruire dei loro benefici? Ai posteri l'ardua sentenza...

 Email

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2 commenti
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27 Apr 2010
alle 17:17

Gianluca Salina

Il problema non è degli impiegati, ma dei dirigenti e, salendo ancora, del top management il quale, essendo in larga parte composto da burocrati, non è nemmeno in grado di comprendere la necessità di fare formazione al personale sui nuovi strumenti che la tecnologia mette a disposizione (ci sono fior di dirigenti da svariate centinaia di migliaia di € l'anno di stipendio che non sanno nemmeno inviare un email, nonostante siano magari a capo di enti).

Quanto all'ADSL, anni fa non c'erano tutti i contenuti attuali ed inoltre, se vogliamo cercare di avere qualche speranza di restare al passo con gli altri paesi, occorre rimboccarsi le maniche, perchè siamo indietro, terribilmente indietro. Il problema del digital divide andrebbe sanato prima di pensare ad impegnare risorse economiche per palliativi come la PEC, dal momento che tutto insieme un progetto di rinnovamento non sono in grado di portarlo avanti e quel poco che riescono a fare ha una valenza ed utilità assai dubbie.

Per finire, fino a quando uno strumento non lo si ha a disposizione, non se ne possono apprezzare e sfruttare appieno le potenzialità, specie parlando di Internet.

Un saluto,
Gianluca

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27 Apr 2010
alle 11:27

Gianluca

L'ultima tua frase è la chiave. mio papà pur lavorando in comune non sapeva niente della pec.

per contro c'è da dire che è meglio che un impiegato sappia fare bene il suo lavoro e ignori le potenzialità della pec piuttosto che il contrario.

se si comincia ad usarla pian piano tutti dovranno saperla gestire per stare a galla.

e dai, non è vero che è necessaria l'adsl. qualche anno fa senza adsl non mandavamo mail con allegati?

certo che è importante ma sempre se ne hai bisogno.

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