Tutte le novità e le curiosità del mondo hardware
La pubblicità è l'anima del commercio; mai forse come in questo periodo la datata e retorica affermazione è stata veritiera: TV, carta stampata ed ovviamente Internet sottopongono ognuno di noi ad un "bombardamento" che non ha eguali nella storia del genere umano.
Gli specialisti del settore, consci del fatto che i canali attualmente disponibili sono ampiamente sfruttati per non dire saturi, sono pertanto alla ricerca di nuove forme di comunicazione nelle quali possano trovare posto degli spot, dal momento che attorno all'advertising si muove un enorme volume di denaro.
Tra le forme curiose di pubblicità del recente passato si ricordano quelle nei videogame, oltre ad un'idea, abbozzata ma mai portata a termine concretamente, di inserire quelle che ai tempi del “Carosello” venivano chiamate rèclame nei software per computer.
Da HP e Yahoo arriva adesso il concept di una nuova pubblicità che utilizza Internet non per essere visualizzata ma per raggiungere la propria destinazione. Per chiarire un po' meglio di cosa si tratti occorre fare un passo indietro al rilascio della nuova serie di stampanti di rete del colosso statunitense, avvenuto la scorsa settimana.

Questi dispositivi sono dotati, tra le altre, della funzionalità di “scheduled delivery”, che consente ad ogni singolo utente che ha accesso alla stampante, di programmare l'invio quotidiano di dati; c'è ad esempio il manager che desidera stampare i report delle attività del giorno precedente, piuttosto che il professionista il quale, pur immerso nella tecnologia del XXI secolo, ama leggere il giornale in formato cartaceo ed ogni mattina fa stampare le parti che gli interessano.
L'idea è quindi di inserire, ad ogni stampa, delle pubblicità sul supporto cartaceo, ovviamente in linea con la tipologia di target cui si ci sta proponendo, cosa che secondo HP non infastidirebbe gli utenti.
Al di là del fatto che la pubblicità viene spesso non troppo ben vista a causa della quantità davvero abnorme che ci viene propinata in continuazione, un paio di considerazioni al volo sull'argomento riguardano il fatto che l'inchiostro necessario per la stampa delle pubblicità è un costo, oltre che fonte di inquinamento, cosa quest'ultima aggravata dalla maggiore quantità di residui (toner e cartucce) derivanti da un superiore consumo; stessa cosa dicasi per l'energia elettrica ed l'usura delle stampanti.
Discorso diverso sarebbe invece se, per compensare questi maggiori costi, determinate parti (come le stampanti) o gli acquisti effettuati a seguito della visione di queste pubblicità, fossero soggette a sconti rispetto al prezzo nominale. Si può fare? Si può fare, si può fare... se si è arrivati a mettere la pubblicità nelle stampanti, si può fare questo ed altro. La domanda invece più logica e forse anch'essa retorica è: ma c'era davvero bisogno, di altra pubblicità?

Cyberwar: chiamata alle armi digitali per l'Unione Europea
Internet nel mondo: a fine 2010 gli utenti saranno oltre 2 miliardi, ma il digit…
ADSL a 120Mbps in Canada mentre l'Europa scommette sul "mobile": e l'Italia?
Blockbuster in bancarotta controllata: colpa di Internet e del mercato? No, del …
EOS 60D e le novità del panorama DLSR Canon
Facebook censura i commenti degli utenti?
Blog: non sono stampa. A dirlo è la Cassazione. Il bavaglio può attendere
Bavaglio a web e blog: dopo Elsa Fornero ci riprova Paola Severino
iPad 2.4, più di 2, meno di 3: come riconoscerlo
Utilizzare software copiato non è un reato, basta essere liberi professionisti