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Mentre in Canada l'operatore Videotron promette di portare a Quebec City la connettività cablata a 120 Mbps, l'Unione Europea sta ridefinendo la politica comunitaria di sviluppo del settore "mobile", il quale prevede peraltro obiettivi già da tempo fissati in quella che in gergo è stata definita Digital Agenda.
Sostanzialmente diviso in due step, il cammino dei Paesi del Vecchio Continente verso il digitale passa per un accesso di base a disposizione di tutti gli stati membri per il 2013, per poi passare ad almeno 30 Mbps per ogni utente entro il 2020.
Gli investimenti previsti ammontano a 270 miliardi di € ed il progetto prevede anche di riutilizzare lo spettro nell'intorno degli 800 MHz, lasciato libero dalle televisioni in seguito al passaggio al digitale.

Considerando la poco confortante situazione in cui versa il nostro paese, afflitto da un digital divide particolarmente marcato già pensando alla connettività cablata, non si può che auspicare un adeguato recepimento delle direttive comunitarie in luogo del solito lassismo che costringe poi gli utenti a usufruire, loro malgrado, di servizi la cui qualità è spesso inferiore alla media Europea (ed a costi superiori), onde evitare anche pesanti sanzioni.
L'UE sembra quindi puntare la prua della corazzata Europa verso la banda larga "mobile"; riusciremo a trovare un posto sottocoperta o finiremo per inseguire, armati della solita buona volontà tricolore, ma utilizzando una piroga?

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alle 15:41
Gregorio
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