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Anche i grandi binomi cessano di essere tali; la frase può sembrare retorica, ma gli esempi non mancano, buon ultimo quello noto agli appassionati di motociclismo e che riguarda l'annunciato divorzio tra Valentino Rossi e la Yamaha in MotoGP.
Esistono poi frangenti dove uno dei due nomi viene abbandonato e con esso se ne va un pezzo di storia di un determinato settore merceologico. Per restare in ambito motoristico è avvenuto questo con la Innocenti e, ancora prima, con la Maybach ad esempio, in questi ultimi anni riportata in vita da Mercedes.
Non è però solo il mondo dei motori a vivere queste situazioni; è infatti di questi giorni la notizia, sebbene al momento ancora da confermare ufficialmente, secondo la quale AMD dismetterà il brand ATI entro la fine dell'anno.

Il marchio canadese, acquisito dalla factory di Sunnyvale nel Luglio del 2006, sarà infatti messo da parte ed i prodotti del comparto grafica avranno come marchio semplicemente AMD. La mossa è da ricercarsi, da un lato, da logiche di riorganizzazione interna (l'acquisizione di un'azienda csì importante è un qualcosa di lungo e complesso da metabolizzare anche per un gigante come l'azienda californiana) e dall'altro dalla sempre maggiore convergenza che le architetture di CPU e GPU stanno avendo.
In futuro infatti si vedranno sempre in numero crescente sul mercato chip unici in grado di svolgere entrambe le funzioni, con una precisa collocazione per la famiglia APU Fusion di AMD. Niente più quindi ATI Radeon come brand delle schede grafiche made in Sunnyvale, ma sostanza che non cambierà ed anzi, si assisterà alla nascita di una nuova categoria di prodotti.
Dopo gli insuccessi del decennio scorso con Timna di Intel e la fredda accoglienza degli utenti (causa prestazioni non all'altezza) di realizzazioni come il MediaGX di Cyrix, la tecnologia odierna è in grado di mettere a disposizione processori general purpose (GPGPU) con grafica integrata capaci di andare oltre lo svolgere i comuni compiti di produttività individuale come visto finora.
A beneficiare di questa evoluzione saranno i PC desktop ma ancor più i notebook, che si apprestano a diventare i best-seller del mercato, superando definitivamente nei volumi di vendita i "cugini da scrivania".
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