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BAN (Body Area Network): il corpo umano diventa una rete dati

Lunedì 11 Ottobre 2010, 13:45 in Cellulari, Tecnologia e salute/medicina di

Siamo soliti sentire parlare di LAN (Local Area Network) per identificare una rete locale di computer e di WAN (Wide Area Network), termine che contraddistingue una rete geografica, ma raramente si era sentita la sigla BAN, acronimo di Body Area Network, traducibile all'incirca come rete del corpo.

La novità è targata made in Germany; alcuni ricercatori tedeschi hanno realizzato un'infrastruttura basata sul corpo umano, dove ogni persona dispone di un proprio indirizzo IP, esattamente come se fosse un comune apparato di rete.

BAN: Body Area Netwoork

Una serie di sensori ed un modulo da inserire nello slot che ospita le schede di memoria del proprio cellulare sono in grado di dialogare tra loro, con i primi che inviano in streaming i dati al secondo, il tutto in tempo reale ed utilizzando nRF24Lo1+, uno standard concorrente del Bluetooth per quanto riguarda le comunicazioni wireless.

Le applicazioni di questa tecnologia sono, com'è facile intuire, molteplici: basti pensare al link che ci può essere tra un sensore in grado di rilevare la frequenza cardiaca ed uno smartphone, con quest'ultimo capace di connettersi ad un servizio di emergenza nel caso si verifichi un'anomalia nel funzionamento del cuore di una persona, sia essa un malato conclamato che piuttosto un atleta in fase di allenamento. L'esempio fatto per il miocardio vale ovviamente per qualsiasi altro organo umano.

Body Area Network

Per ora allo stadio dimostrativo, l'infrastruttura, che utilizza Android come sistema operativo, è stata mostrata per la prima volta ad Eindhoven, suscitando notevole interesse nel mondo medico, ma non solo. Chissà se, un giorno, oltre a nome, cognome e dati caratteristici, sulla carta d'identità (che si spera sarà a quel punto digitale), ci sarà anche il nostro indirizzo IP accanto a quello di residenza?

Fonte

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31 Mar 2011
alle 19:02

Simo20

La cosa mi spaventà un po' detto sinceramente! Chissà un giorno impianteranno qualcosa di simile nei neonati per poter controllare le menti!!! Speriamo mai..

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