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Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più tecnologico del reame? Se è vero che prodotti come il personal computer sono ormai da considerarsi alla stregua di comuni elettrodomestici, perché non pensare ad un'evoluzione in questa chiave di altri oggetti che trovano normalmente posto nella nostra casa.
L'abitazione governata dalla domotica è una di quelle soglie che è lecito attendersi verranno varcate in massa e, viste le applicazioni dei display di ultima generazione, non c'è di che stupirsi se Cybertecture abbia deciso di affidare ad uno specchio la funzione di schermo di un sistema informatico.
Quello che sembra un oggetto preso a prestito dalle più ardite pellicole sci-fi misura 800 x 500 x 50 mm, è dotato di speaker stereo da 10 W di potenza, dispone di connettività Wi-Fi e, cosa assolutamente non convenzionale per un apparato domestico, è garantito IP41 a livello di resistenza all'acqua ed il vetro è anche anti-appannante.
Un PC in piena regola o quasi dunque, che viene governato da un telecomando, può essere sistemato a parete e consente di eseguire applicazioni di comune utilizzo come client di messaging, applicazioni varie e che ovviamente ha accesso ad Internet.
Dotato di un sistema operativo proprietario, così come lo è anche la tecnologia utilizzata per il display, verrà commercializzato a metà del prossimo anno ad un prezzo annunciato di 60000 dollari di Hong Kong (circa 5500 €), con l'ambizioso obiettivo di raggiungere i due milioni di esemplari venduti nei primi tre anni.
Tra qualche tempo sarà dunque possibile, la mattina appena alzati, vedere un bel panorama come wallpaper, oppure consultare le pagine del proprio giornale online preferito mentre ci si fa la barba, dare una scorsa alle previsioni del tempo mentre ci si lava i denti oppure gettarsi subito a capofitto nella giornata magari iniziando a leggere le email.
Beh ecco... quest'ultima cosa probabilmente ci farà rimpiangere il nostro viso (per quanto sia disastrato al mattino) riflesso nel buon caro vecchio specchio, unitamente al rammarico per aver sborsato una cifra equivalente a quella necessaria all'acquisto di un'utilitaria d'occasione per subire tutto ciò che, come si suol dire, è un po' in stile "oltre al danno la beffa", una beffa portata dal progresso, il quale però non si può (e forse non si deve) arrestare.

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