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Da un lato le batterie: sempre più piccole a livello di dimensioni, ma di potenza sempre maggiore, a tal punto, da poter muovere automobili per decine di chilometri senza l'aiuto di altra energia se non la loro, tanto che il settore automotive sta riponendo in esse una parte delle sue speranze per quanto l'immediato futuro ed in attesa che i tempi siano maturi (forse più a livello politico ed economico che su quello tecnologico) per l'idrogeno.
Dall'altra gli schermi, ormai da decenni abituati ad essere alimentati con la batterie: basti pensare a tutta quella progenie di dispositivi dotati di display LCD e, recentemente, LED, con la mente che non può non correre all'emblema per eccellenza, di questa categoria: gli schermi dei notebook.

Logico e consequenziale quindi, che qualcuno prima o poi provasse a gettare un ponte tra i due mondi; questo qualcuno è Toshiba, player di rilevanza mondiale in entrambi i comparti del mercato, che ha realizzato PC1, una TV LED... a batteria.
Gli scettici si mettano l'anima in pace: per vederla non è necessario né un microscopio a scansione né un cannocchiale degno di Galileo, dal momento che l'oggetto in questione non è un micro-display, ma un apparecchio televisivo in piena regola e con misure della diagonale in linea con i dettami moderni.
PC1 dispone infatti di uno schermo da 24 o 32 pollici retroilluminato a LED ed alimentato da una batteria interna in grado di assicurare un'autonomia di due ore di funzionamento. Per ora allo stadio prototipale, potrebbe però vedere la luce a livello commerciale entro breve.

Al di là della presenza di feature come "Auto Signal Booster" (in grado di amplificare il segnale in quelle zone dove questo è più debole) o "Auto View" (che consente di ottimizzare le immagini in funzione dell'illuminazione presente nell'ambiente), appare difficile definire questo oggetto in modo diverso da un esercizio di stile e tecnologia.
Se non altro questa nuova TV di Toshiba potrebbe essere gradita dalla nutrita schiera di appassionati calciofili, che avrebbero per le mani uno strumento con il quale seguire la partita della propria squadra al riparo da eventuali blackout. Per raggiungere l'obiettivo occorrerebbe però alimentare anche antenna e decoder, magari con un gruppo di continuità, la stessa filosofia che sta alla base di PC1.
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