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Dovendo immaginare ad un ambito in cui la sicurezza sia alla base di tutto, voi a cosa pensereste? Probabilmente all'ambiente militare. Non a caso le normative più restrittive in termini di sicurezza e robustezza per i device di tecnologia, sono militari.
Come spesso accade però, sono quelle che appaiono come i più assurdi paradossi, a trasformarsi in realtà, ed il recente Cablegate, com'è già stato soprannominato "l'affaire Wikileaks", protagonista assoluto dell'attualità internazionale di questi giorni, né un fulgido esempio.
La marea di dossier, dati, rapporti economici e quant'altro che si sta riversando in Rete per mezzo del sito di Julian Assange, con le notizie poi riprese da tutti i quotidiani mondiali, secondo fonti autorevoli come, The Guardian, proverrebbe da SIPRNET, quella che può essere considerata una sorta di rete militare parallela ad Internet.

Questo fatto, senza precedenti nella storia della società umana, porta alla luce un difetto endemico eben noto agli addetti ai lavori: l'impossibilità a creare un sistema informatico realmente sicuro; ciò che l'uomo ha creato, l'uomo può modificare, citava con saggezza qualcuno in passato.
Al di là di quelle che potranno essere le implicazioni politiche, economiche e sociali che la pubblicazione di queste notizie porterà, sarebbe forse tempo di realizzare che, grazie al web, anche i segreti più nascosti, specie quelli che non hanno ragione di esistere, o meglio, ce l'hanno solo allo scopo di creare intrighi internazionali e di potere, non sono più tali.

Questo vuol dire che, grazie al fatto che in Rete tutti hanno la possibilità di esprimere il proprio pensiero ed essere autori di contenuti siamo, come dico da immemore tempo, in presenza del primo strumento di comunicazione realmente democratico: sarà per questo che è inviso a molti, magari specie a quelli che negli ingranaggi di certi meccanismi ci sono dentro fino all'ultimo dente?
Prescindendo da quelle che sono le classiche affermazioni di politica, governi e burocrati d'alto livello vari, i quali da sempre propinano la storiella che narra come esistano certi argomenti di cui l'opinione pubblica non deve sapere, per preservare equilibri mondiali et similia, la realtà è che se tutto fosse alla luce del sole, non ci sarebbero verità da nascondere, per quanto scomode queste possano essere.

Questa non è la sede per commentare o discutere dei contenuti delle pubblicazioni di Wikileaks che, a ben vedere, riguardano aspetti conosciuti da molti (anche se volutamente ignorati da altrettanti), ma è evidente che Internet è lo strumento grazie al quale certe catene si possono spezzare, in modo totalmente pacifico e si può maturare una maggiore conoscenza e consapevolezza di cosa accade nel mondo e nelle stanze dei bottoni da parte di tutti.
Sicuramente occorre vigilare, per evitare che la libertà si trasformi in anarchia ma, tra quest'ultima e l'attuale scenario di pseudo-segretezza (che poi nella pratica si traduce con l'avere il paraocchi per molti), non pensate che esista il "giusto mezzo"? ;)

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