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Se qualcuno vi dicesse che, sia per i comuni dispositivi elettronici che per i notebook/netbook, fino ad arrivare alle auto elettriche, il futuro non prevede l'utilizzo delle batterie, probabilmente pensereste che il vostro interlocutore sia un convinto assertore di teorie ancora più ardite di quelle di Nikola Tesla, che solo ad oltre un secolo di distanza iniziano ad essere realtà.
Se però ad esporre questi concetti è una persona che, senza preconizzare la possibilità di trasferire energia elettrica senza l'ausilio di cavi (cosa che peraltro è già possibile, almeno per piccole potenze), rappresenta uno dei migliori esempi di tecnologia applicata al settore automotive lato ecologista, le cose cambiano.

Il personaggio in questione è Elon Musk, amministratore delegato di Tesla, intesa come la casa automobilistica produttrice della Roadster, nota vettura sportiva totalmente alimentata ad energia elettrica il cui successo è forse servito anche da traino per i più importanti brand del settore (Ferrari e Porsche in testa), affinché scendessero anch'essi nell'arena.
Secondo Musk infatti, le batterie, per come sono concepite attualmente, avrebbero i giorni contati, dal momento che gli ultracondensatori sarebbero quasi pronti a prenderne il posto, con notevoli benefici sotto molti punti di vista.

Com'è noto, i comuni condensatori costituiscono, al pari dei transistor, una delle basi necessarie al funzionamento di tutti gli apparati di tecnologia esistente ed offrono la possibilità di immagazzinare energia in modo pressoché istantaneo, il tutto senza soffrire di degradamento delle performance con l'aumentare dei cicli di ricarica o del fastidioso "effetto-memoria" di cui alcuni tipi di accumulatori soffrono ancora.
Il problema, allo stato attuale delle cose, riguarda il fatto che non solo la carica, ma anche la scarica, di componenti come i condensatori, avviene in tempi estremamente rapidi, ma il buon Musk non dispera di poter vedere a breve concretizzarsi la sua profezia. D'altronde lui era quello che diceva come un giorno anche le auto sportive avrebbero potuto avere un cuore elettrico... e non si è sbagliato.
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