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Che Commodore, uno dei più gloriosi brand della storia dell'home computing, si stia preparando all'ennesimo tentativo di rilancio in grande stile non è certo una novità e se n'è parlato più volte, su queste pagine; la news è che questo momento parrebbe realmente vicino.
Come noto infatti, l'azienda, tornata ad essere statunitense dopo vicissitudini infinite, è al lavoro su una riedizione in chiave PC del suo successo più importante, il Commodore 64 che, in questa nuova versione, acquisisce una "x" alla fine del nome.

Sul sito ufficiale della casa sono apparse le prime foto del prototipo, visivamente giunto ad un avanzato stato di sviluppo, da cui si evincono numerosi dettagli, anche di tipo tecnico, sulle caratteristiche della macchina.
Sul piano estetico poco sembra cambiato rispetto al modello che arrivò sul mercato poco meno di 29 anni fa: chassis un po' più chiaro e tastiera con simboli per PC sembrano le uniche novità, dal momento che a livello dimensionale risulta difficile al momento fare paragoni.

Sui due lati minori spicca la presenza, da una parte, di un lettore ottico (verosimilmente un masterizzatore DVD) in formato slim e dall'altra di un memory card reader multiplo.
La zona posteriore è invece popolata da una ventola di raffreddamento di piccole dimensioni (40-50 mm di diametro) e dalle connessioni tipiche di una normale scheda madre con grafica integrata, vale a dire, porte per tastiera e mouse PS/2, uscite video D-SUB, HDMI e DVI, porte USB (2.0), scheda Ethernet LAN, ingressi ed uscite audio ed un connettore per cavo coassiale che probabilmente rappresenta la presa per il modulatore TV.

All'interno, oltre all'alimentatore posizionato sotto al lettore ottico, non vi è altro se non la motherboard,all'apparenza in standard microATX e dotata di dissipatore passivi per processore (che potrebbe essere un Atom o un ULV), northbridge e soutbridge, scheda Wi-Fi integrata sul PCB e due slot per la RAM.
Nessun altro dettaglio è finora trapelato di questo oggetto, che viene comunque indicato in dirittura di arrivo: Resta da vedere se l'operazione amarcord otterrà il successo sperato: il mercato rispetto a quasi tre decenni fa è estremamente diverso ed una macchina simile presenta non pochi limiti per eventuali aggiornamenti, senza contare la discutibile ergonomia di una tastiera concepita quando problematiche di questo tipo erano ben lungi dal venire e, proprio per questo, i designer avevano assoluto campo libero nelle loro realizzazioni.

Nonostante tutto comunque, l'in bocca al lupo è d'obbligo per Commodore che, nei suoi piani, ha l'intenzione di rilanciare anche altri modelli della suo glorioso passato, anche se il fascino degli originali, non fosse altro per il periodo cui appartengono, è ormai inscalfibile e consegnato definitivamente alla storia dell'informatica.

consiglio di approfondire l'argomento da questo link http://www.cronologiamondiale.it/index.php?title=Storia_della_Commodore
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alle 10:48
Gianluca Salina
Ciao Silvio, link interessante; ti consiglierei però di integrare alcune informazioni decisamente importanti, che in questo momento sul sito mancano, come ad esempio la parte sul Commodore 128, che non può non essere citato nella storia di Commodore, oltre al fatto che PET non è stato un singolo computer, ma una intera famiglia di prodotti. Aggiungo poi che la stessa Commodore è stata anche produttrice di personal computer IBM compatibili (altra informazione mancante) basati su architettura x86. Sulla parte Amiga poi non vi sono citazioni sulla possibilità che la macchina aveva, grazie alla scheda Janus (un vero e proprio XT o AT integrato su daughter-board), di eseguire software Windows in modo nativo. Quanto al Plus4, la il processore non era il MOS 6502, ma l'8501, derivato dal 6510 a sua volta derivato dal 6502 che seppur simile, non si può definire esattamente lo stesso integrato, sia architetturalmente che elettricamente (questo perchè non pin-to-pin compatibile).
Probabilmente c'è altro da aggiungere, ma sono andato a memoria, perdonami! :)