Tutte le novità e le curiosità del mondo hardware
Apple è Apple; diamo a Cesare quel che è di Cesare, riconoscendo all'azienda di Cupertino i meriti dovuti, quei meriti conquistati in parte sul campo, con prodotti indubbiamente curati sul fronte del design e talvolta innovativi, se non nelle funzionalità, almeno nel loro concetto.
Ma la casa della "mela" è il brand di spicco che oggi tutti o quasi conosciamo anche grazie ad una politica di marketing che sfiora la maniacalità nel tenere in considerazione ogni minimo dettaglio possa far appeal sugli utenti, che rappresentano ovviamente anche i potenziali acquirenti dei suoi prodotti.

Una macchina perfetta dunque, o quasi, che sembra non dover temere niente e nessuno, invece... Invece partono proprio da questo aspetto gli attacchi più duri che vengono rivolti all'azienda di Steve Jobs e soci, questo non solo da parte dei competitor, ma anche per bocca (e penna o tastiera che dir si voglia), di addetti ai lavori e semplici utenti.
Sì, perchè la fortuna di Apple si basa anche (pur se non totalmente, è ovvio), su un talvolta spregiudicato protezionismo nei confronti dei suoi prodotti. Celebri sono i casi delle batterie dei vari device che recano il logo della casa californiana sul proprio chassis e che possono essere sostituite solo da personale Apple, pena il decadimento della garanzia, perché sistemate in modo tale da dover smontare parte dell'apparato per la loro sostituzione.
Di esempi ce ne sono a iosa, partendo dalla volontà (lecita, pur se anacronistica, nel mercato attuale), di dotare i propri MAC (equipaggiati, lo ricordo, con lo stesso hardware dei comuni PC), di periferiche certificate, senza poi concedere l'utilizzo delle licenze del sistema operativo a terze parti ed evitando in questo modo la concorrenza di altri produttori che determinerebbero, di fatto, un calo di prezzo dei dispositivi e quindi minori introiti per l'azienda.

Si potrebbe poi andare all'annoso problema della mancanza del supporto nativo a Flash su iPhone ed iPad, ad esempio, cosa che obbliga i possessori di questi device a ricorrere ad applicazioni di terze parti sulla cui affidabilità è stata sollevata più di una perplessità, oppure a rinunciare a contenuti di quel tipo, originando un'esperienza di navigazione meno dinamica di come potrebbe essere.
L'ultimo capitolo di questa che sembra essere una saga senza fine riguarda il recente deposito, da parte di Apple, di un brevetto inerente una nuova tipologia di connettore che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe in grado di racchiudere in sé le funzionalità previste dalle prese USB 3.0 ed HDMI.
Lo scopo è ovviamente quello di proseguire sulla strada del non-standard, a discapito ovviamente dei costi (cosa che però non pare preoccupare l'utenza fedele alla "mela"), per continuare a coltivare in solitudine il proprio orticello. Chi l'ha detto che l'erba del vicino è sempre più verde?
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