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Non si è ancora sopita l'eco della violazione del sito web di Sony dedicato alla PlayStation 3, che un nuovo attacco, questa volta portato a Codemasters, nota software house specializzata in titoli videoludici, torna a puntare i riflettori sugli hacker o presunti tali.
L'azienda britannica, famosa per aver sviluppato Dirt3 e Overlord tra gli altri, ha affermato di essere finita sotto attacco durante la settimana scorsa, con il tutto che ha avuto conseguenze simili a quanto avvenuto nel recente passato e che ha riguardato Sony appunto.

Nomi, cognomi, indirizzi (sia fisici che di posta elettronica), numeri di telefono, dati anagrafici e personali, oltre alle password di accesso ai servizi online di Codemasters, sono stati sottratti dagli archivi del sito.
La software house indipendente si è affrettata a rassicurare gli utenti del suo sito, affermando che le informazioni bancarie degli iscritti non sono state oggetto di attacco, anche se restala gravità di una simile azione.
Queste violazioni, che sembrano essere un fenomeno in intensificazione, ma che in realtà sono solamente la cartina di tornasole dell'aumento di utenti in Rete, rappresentano però un qualcosa con il quale occorrerà convincersi di convivere, dal momento che ciò che l'uomo ha creato (un software, nella fattispecie), l'uomo può modificare.
Tralasciando quest'ultimo argomento, che si presta a trascendere in molti altri , prima tra tutti quello filosofico, resta da chiedersi, a questo punto, quale sarà il prossimo grande nome ad essere attaccato da qualche gruppo che magari, a quel punto, avrà spostato la sua attenzione da qualche altra parte.
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