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Per molti utenti è una vera icona, non solo di libertà, ma anche di economia, dal momento che grazie ad esso sono in grado di svolgere audio e videoconferenze con persone che risiedono spesso dall'altra parte del mondo.
Si sta ovviamente parlando di Skype, il popolare client VoIP che consente collegamenti gratuiti se le chiamate vengono fatte da PC a PC (utilizzando in questo caso la connettività ADSL) o comunque a costi ridotti rispetto alla telefonia tradizionale, fissa o mobile che essa sia.

Ciò che nel tempo è diventato un simbolo di efficienza del mondo hi-tech è stato recentemente acquisito da Microsoft che, con lungimiranza, ha intuito la possibilità di entrare nel mondo delle telecomunicazioni dalla porta principale.
Dopo questa operazione, che non ha mancato di scatenare una ridda di ipotesi su quello che potesse essere il futuro di Skype, specialmente a livello di prodotto e sua integrazione con la filosofia aziendale della casa di Redmond, quest'ultima ha già avuto un paio di occasione per ripensare con dubbio al reale buon esito della cosa.
Dopo il blackout di un paio di settimane fa e quello di fine 2010, la rete VoIP più famosa al mondo è andata nuovamente in tilt, lasciando gli utenti "al buio" in quanto a possibilità di comunicare, cosa che per un'azienda come Skype è un mancato servizio erogato alla propria clientela, esattamente come sta accadendo per Poste Italiane in questi giorni.
Nessuna distinzione di sistema operativo (in down sia i servizi Windows che quelli Mac), ma non un blackout totale, dal momento che i malfunzionamenti sono stati segnalati in molte parti del mondo, ma hanno riguardato solo una parte dell'utenza.
In un comunicato stampa Skype si è affrettata a ribadire che la situazione si sta normalizzando, senza però citare le cause di questo nuovo problema. Che i server dedicati alla gestione del servizio siano stati oggetto della comparsa della famigerata "schermata blu" (BSOD=Blue Screen Of Death) marchio di fabbrica di casa Microsoft, neoproprietaria dell'azienda? :)
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alle 14:54
Gianluca Salina
@ silvio: libertà di non dipendere da alcun operatore per quanto riguarda le comunicazioni PC-PC. Tutti gli altri client "open" (Skypho et similia), sono venuti dopo ma, come avviene anche (e purtroppo) per Linux, soffrono della eccessiva frammentazione, che fa sì che due prodotti quasi identici non siano in realtà uguali perchè il team di sviluppatori del primo è diverso da quello del secondo e diverse sono le scelte adottate, in mancanza di uno standard. Skype resta dunque lo standard che ha liberato molte persone dall'obbligo di utilizzare i tradizionali canali di fonia per comunicare.