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Mentre secondo il Censis l'Italia dei giovani è sempre più tecnologica (anche se si scontra con il digital divide che, è il caso di dirlo, divide et impera), il Belpaese è alle prese con la manovra, quella con la "m" maiuscola, che sta tenendo banco non solo nelle stanze dei bottoni, ma anche sulle bocche degli italiani, a ragione preoccupati di dover fronteggiare gli ennesimi sacrifici sul fronte economico.
Già, perché l'imperativo è "fare cassa subito", a dirlo il ministro Tremonti, autore della manovra stessa, la quale contiene ovviamente anche dei tagli, applicabili, teoricamente, anche nel settore pubblico e, più in particolare, in quello informatico.

Il paradosso è che nel nostro Paese l'informatizzazione di massa e la tecnologia applicata ai servizi ai cittadini nel settore pubblico è indietro rispetto alle nazioni europee di riferimento, eppure la spesa annuale per il mantenimento di una infrastruttura che si potrebbe definire obsoleta è elevatissima. Come fare, quindi?
Ad esempio con l'adozione di software open source, seguendo quanto hanno dichiarato di voler fare il Governatore della Puglia, Nichi Vendola e dell'assessore Fratoianni, i quali hanno messo a punto un piano che prevede l'adozione di applicativi "liberi".

Basti infatti pensare alle migliaia e migliaia di Personal Computer di proprietà dell'amministrazione pubblica la quale, pur con sconti vari, si trova a dover fronteggiare un autentico salasso quando cambia la release anche dei soli software di produttività (Office su tutti) o il sistema operativo dei PC (comunemente Windows).
La soluzione è il software open source, da applicare "cum grano salis", in modo cioè da assicurarsi a priori l'adeguato supporto in caso di insorgenza di problematiche, per non rischiare di rallentare o inceppare una macchina burocratica, quella italiana, dove la tecnologia fatica ad imporsi e viaggia già normalmente con il freno a mano tirato, con ripercussioni negative sui servizi erogati ai cittadini.

Se ci si volesse spingere oltre la semplice suite universalmente utilizzata in ufficio, si potrebbe pensare anche di svincolare i PC statali da Windows; senza inutili dietrologie e velleità di alimentare l'annosa faida tra utenti pro e contro Microsofter una normale attività di ufficio, possa andare bene anche il sistema operativo del pinguino.
Certo, il personale va istruito, ma la formazione andrebbe fatta comunque. Videoscrittura (Open Office), navigazione in Internet (Mozilla Firefox) e software di gestione della posta elettronica (Thunderbird), il tutto ad un costo finale realmente prossimo allo zero e che non complica più di tanto la vita agli utenti dei PC della Pubblica Amministrazione.

Se Vendola e soci contano di risparmiare oltre un milione di € l'anno, basti pensare che di regioni, in Italia, ce ne sono 20 e che alcune di esse (Lombardia e Lazio su tutti), contano su un'infrastruttura assai più complicata di quella a disposizione del tacco d''Italia, ergo maggiormente ottimizzabile sul fronte dei costi.
Certo non si può pensare al risanamento di una nazione solo puntando sul risparmio delle spese in campo informatico, ma da qualche parte occorre pur cominciare, magari utilizzando concetti come quello dell'open source, che sfuggono a certe logiche le quali, nel corso del tempo, hanno fatto lievitare alle stelle costi che, a questo punto, sarebbero (il condizionale è d'obbligo) largamente ridimensionabili.
Concordo pienamente con l'analisi di Gianluca ma anche con quanto affermato da Diego (commento #1), la chiave sta proprio in quella frase:
A pensarci bene le due posizioni non sono in antitesi, anzi, la soluzione è (a mio modo di vedere) lapalissiana: basta cominciare dalle scuole.
Attualmente in tutti i livelli di scuola, e in particolare in quella dell'obbligo, il primo approccio dei discenti all'informatica avviene su ansimanti ruderi con a bordo Windows (dove arriva il buon senso si tratta di XP, ma ho visto anche Vista e 7 su macchine datate e non dotate). Questo è vero fatte salve alcune (poche) illuminate eccezioni. Non è forse anche la scuola un bene comune? E allora perché non cominciare proprio da lì con l'insegnamento e l'apprendimento dell'Open Source, cosa che fra l'altro porterebbe con se un'educazione alla legalità visto che spesso e volentieri le installazioni domestiche sono piratate per far fronte alle richieste software delle scuole?
Così, oltre a lenire il problema immediato, fra 10 anni ci troveremmo probabilmente con adulti più consapevoli e competenti.
Pur essendo personalmente, assolutamente favorevole all'Open Source e Linux in particolare, non sono d'accordo con questa impostazione "semplicistica" del problema. Il vero scoglio è di tipo intellettuale: per quale motivo un utente "medio", cioè un non informatico, dovrebbe impegnarsi ad apprendere l'utilizzo di un nuovo sistema operativo o foglio di calcolo o word processor se negli ultimi 10 anni ha utilizzato solo Microsoft? A mio parere il risparmio nel costo delle licenze svanirebbe nei corsi di aggiornamento. Sul lungo termine sicuramente pagherebbe, ma nel breve periodo come giustificarlo? Sarebbe come dire: "se tutti gli italiani conoscessero latino ed inglese" l'Italia sarebbe un paese migliore: ovviamente un sogno. Chissà, forse nel 2017 Google sconfiggerà Microsoft ed il pinguino sarà ovunque (e per ogni click o tap il nostro conto si assottiglierà!)
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alle 02:51
Gionta
Magari si potesse passare tutto all'open source,sarebbe una grande rivoluzione!Ma apparte i "corsi di aggiornamento" che non sarebero poi cosa così grave,del resto Office e Open office sono praticamente identici,il problema sorgerebbe non per un fatto "intellettuale",ma esclusivamente "venale".Immaginiamo il passaggio ai sistemi liberi,che oltre a essere gratuiti,permettono di sfruttare macchine ormai non troppo prestanti per sistemi come Windows,al meglio....vi siete posti la domanda di chi fornisce i PC ai vari uffici della nostra amministrazione?..."e adesso come mangiamo?" si chiederebbero queste società appaltate nella pubblica amministrazione....vi rendete conto del buisness enorme che c'è dietro?I soldi che si andrebbero a risparmiare,che andrebbero a vantaggio di noi comuni cittadini,sarebbero una grave perdita per chi con lo stato ci lavora!E vi è mai venuto in mente di vedere chi è che si occupa di forniture di questo genere per la nostra amministrazione? l'adozione di software liberi e quindi anche di una maggiore longevità di macchine (dato che i sistemi Linux sono molto più leggeri e permettono di far rifiorire macchine ormai non più utilizzabili con sistemi tipo vista o 7) porterebbero a un risparmio notevole,ma a un mancato introito per chi regolarmente fornisce macchine alla pubblica amministrazione,e sia chiaro che le "macchine" non vengono di volta in volta aggiornate sostituendo solo parti,ma sostituite in toto,e quasi sempre con macchine che hanno a stento i requisiti minimi per poter funzionare,strategia che costringe dopo poco al cambio con un'altra macchina.In questo "stato" di magna magna,l'utopia di creare qualcosa che funzione e a basso costo è impossibile,troppi giri di soldoni andrebbero a svanire,e troppi "parenti" smetterebbero di sguazzare nell'oro.Non prendiamoci in giro,qualcuno veramente crede che ci ci governa,che sia a destra o a sinistra,abbia intenzione di risparmiare per farci stare meglio?Loro stanno bene e anche molto,noi sempre peggio,sempre più in difficoltà,sempre più disinformati e ignoranti.A mio parere credo che le varie manovre che da molti anni a questa parte sia dei governi di destra che di sinistra,siano inprontate a un graduale peggioramento della nostra condizione,situazione che porterà a un tale indebolimento dei "cittadini" da poterci tenere in una condizione comoda solo a chi governa....medioevo?....direi di si.