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Se si dovesse usare un gergo epico, si potrebbe dire che in principio erano chiamati trasportabili; l'aggettivo descriveva perfettamente il fatto che fosse possibile spostare quei personal computer da un luogo all'altro, anche se in realtà la comodità nel fare questo era solo di poco maggiore di portare con sé un tradizionale desk.
Si arrivò poi quindi ai portatili veri e propri, i laptop, declinati in varie salse, dai notebook ai netbook ed ancora ai desktop replacement ai, passando per gli ultranotebook, dotati di caratteristiche hardware vicine ai primi, ma dotati di dimensioni simili ai secondi.

Il progressivo frazionamento del mercato ed il contemporaneo ampliamento dello stesso ha poi fatto il resto, facendo nascere l'esigenza di prodotti non solo sempre più tecnologicamente avanzati, ma anche di caratteristiche particolari, legate all'ambito hardware solo indirettamente, come ad esempio spessore e peso, oltre ovviamente al design.
Tra i capostipiti di questa filosofia, manco a dirlo, un prodotto Apple, il MacBook Air, affiancato da una pletora di prodotti similari, la cui evoluzione sfocia oggi nel concetto di ultrabook, un PC portatile che può contare su una dotazione di prim'ordine sia a livello di processore (quindi di capacità elaborativa), che per quanto riguarda le sottosezioni video, storage e connettività.
Il primo esponente di questa nuova famiglia di prodotti è UX21 di ASUS la quale, giocando in casa, lo ha mostrato per la prima volta al Computex 2011 di Taipei, senza però averlo ancora ufficialmente rilasciato sul mercato.
Ad esso si sono recentemente aggiunti due differenti device di HP, con la casa californiana che potrebbe battere sul tempo la dinamica azienda taiwanese, dal momento che sarebbe al lavoro su macchine il cui debutto ufficiale è atteso per metà Luglio, quindi di qui a pochi giorni.
Dei portatili si sa al momento poco o nulla, se non che dovrebbero essere equipaggiati con uno dei processori di punta di Intel per il comparto mobile, Core i7, nelle versioni 2677M (1,8 GHz) e 263M (1,7 GHz).
Come spesso avviene in certi frangenti, il vantaggio di essere il primo brand a proporre una soluzione nuova è innegabile; basti pensare al successo di ASUS e del suo EeePC, avo dei moderni netbook.
Sarà anche per questo motivo che la battaglia per tagliare il traguardo per prima vedrà le due azienda giocarsela fino in fondo, a meno di non venire beffate da un ipotetico terzo incomodo, dal momento che il segmento degli ultrabook fa gola a molti e che chi arriva secondo non è il migliore tranne uno, ma solo il primo degli sconfitti.
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