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Il P.I.L. (Prodotto Interno Lordo), croce e delizia di economisti, intere nazioni, ma anche dei semplici cittadini, visto che rappresenta il termometro della crescita economica di uno Stato, può crescere anche grazie alla banda larga ed alla diminuzione del digital divide.
Secondo un studio condotto in 33 Paesi dell'OCSE da Ericsson, Arthur D. Little e la Chalmers University of Technology, volto a quantificare l'impatto della velocità della banda larga sull'economia di un Paese, il raddoppio delle performance delle connessioni produce un aumento del P.I.L. di una nazione industrializzata pari allo 0,3 % (base: dati trimestrali per il periodo 2008-2010).

Sulla base di questo, una parte della crescita economica di un paese sembra ormai essere indissolubilmente legato alla prestazioni delle reti che consentono l'accesso ad Internet, con gli effetti positivi che derivano soprattutto da una maggiore semplificazione e automazione dei processi, un aumento della produttività e da un miglioramento nell'accesso a servizi primari come istruzione e sanità.
L'incremento dello 0,3% nella crescita del PIL equivale a circa 95 miliardi di €, dato che corrisponde a oltre un settimo del tasso di crescita media annuale dei paesi dell'OCSE nell'ultimo decennio. Questo incremento deriva dalla combinazione di effetti diretti, indiretti e indotti. Gli effetti diretti danno un impulso all'economia soprattutto nel breve termine, generando nuovi posti di lavoro per realizzare nuove infrastrutture in settori quali edilizia, telecomunicazioni ed elettronica, gli indiretti nel medio termine, migliorando l'efficienza nei vari ambiti socio-economici e nell'intero sistema produttivo.

L'effetto indotto invece consiste nell'introduzione di servizi di pubblica utilità più avanzati e di modelli di business e processi innovativi, che prevedono ad esempio il telelavoro e la telepresenza. È proprio questa la dimensione più sostenibile, che può rappresentare da sola un terzo della crescita del PIL sopra citata.
Ci si attende ad esempio che le applicazioni mobili in ambito sanitario saranno utilizzate da 500 milioni di persone. Prevediamo inoltre che il numero di utenti che avranno accesso alla banda larga passeranno dagli attuali 1 miliardo a 5 miliardi nel 2016, e che nella maggior parte dei casi si tratterà di connessioni in mobilità. Siamo quindi solo all'inizio di un percorso di sviluppo che ci condurrà verso una società "massicciamente connessa", con infinite opportunità per imprese, individui e per la società intera.
L'auspicio è che i risultati di questo studio possano essere di stimolo per tutti gli attori dell'innovazione come Governo, Authority, istituzioni, aziende e operatori, guidandoli verso lo sviluppo della banda larga per recuperare competitività nei mercati globali e per permettere l'abbattimento del digital divide che, in Paesi come l'Italia, limita ancora fortemente lo sviluppo di intere aree geografiche.
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