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Quando si pensa ad Apple, la prima cosa che viene in mente è Steve Jobs, seguito da iPhone, iPod, iPad e Mac, alcuni dei prodotti più importanti e conosciuti della sua azienda, che però... non era esclusivamente sua! Poco noto ai più, ma decisamente
Quando si pensa ad Apple, la prima cosa che viene in mente è Steve Jobs, seguito da iPhone, iPod, iPad e Mac, alcuni dei prodotti più importanti e conosciuti della sua azienda, che però... non era esclusivamente sua!
Poco noto ai più, ma decisamente famoso tra gli addetti ai lavori ed appassionati che sono entrati negli "anta" o stanno per farlo, c'è un altro Steve nella storia della casa della mela, Wozniak, co-fondatore dell'azienda di Cupertino, che lasciò dodici anni dopo averla fondata.

Ma la genesi di una delle più note aziende impegnate nel settore dell'informatica e dell'elettronica di consumo vide anche un'altra persona, quella che in gergo calcistico verrebbe chiamata "terzo uomo", praticamente sconosciuta e che risponde al nome di Ronald Wayne.
La sua esistenza si incrociò con quella di Jobs e "Woz" ma, a differenza di loro due, per lui Apple non rappresentò mai il trampolino di lancio verso una ricchezza ai confini dello spropositato come i invece avvenne per i suoi soci dell'epoca.
Basti pensare che in qualità di garante per i due compagni di avventura, che avevano 21 anni Jobs e 25 Wozniak (mentre lui nel 1975, anno di fondazione della Apple, ne aveva 41), ricevette il 10% di azioni della società che, per motivi suoi, rivendette meno di due settimane più tardi, gettando via per 800 dollari una fortuna che oggi sarebbe divenuta colossale.
Il nome di Wayne sarebbe rimasto sicuramente coperto dalla polvere del tempo, se il documento originale della fondazione e costituzione di Apple non fosse stato recentemente battuto ad un'asta di Sotheby's, finendo poi nelle mani di un facoltoso venezuelano, Eduardo Cisneros, appartenente ad una ricca famiglia di quel luogo, la quale fu anche la rappresentante nel paese centro-americano del brand made in California.
La preziosa (per l'acquirente, ma non solo) reliquia, è costata un milione e duecentomila dollari, dimostrando ancora una volta e se mai ce ne fosse ulteriormente bisogno, che Apple è un sicuro richiamo ma anche, come in questo caso, un investimento, molto più della numismatica, che, dopo l'abbandono della casa della mela da parte di Wayne, ne è diventata la sua occupazione principale.
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