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Nel corso di quest'anno il comparto hard disk ha salutato il raggiungimento della ragguardevole soglia dei 4 TB su un unico dispositivo, ma chi, tra quanti assemblano il proprio computer o è solito aver a che fare con la componentistica hardware, seg
Nel corso di quest'anno il comparto hard disk ha salutato il raggiungimento della ragguardevole soglia dei 4 TB su un unico dispositivo, ma chi, tra quanti assemblano il proprio computer o è solito aver a che fare con la componentistica hardware, seguendone l'andamento dei prezzi, non avrà potuto far a meno di notare la notevole escalation di prezzi che ha colpito, negli ultimi tempi, il comparto delle diffusissime unità di storage.
Prima il terremoto in Giappone e poi le recenti inondazioni che si sono verificate in Thailandia, oltre alla loro inevitabile scia di di problemi legati, in primis, alla perdita di vite umane e poi ai danni subiti dalle infrastrutture, hanno infatti anche originato una situazione inconsueta per questo settore del mercato.

In quella zona del pianeta infatti, si concentrano le fabbriche di molti dei più importanti produttori al mondo e lo stop conseguente al disastro naturale occorso, in concomitanza con la perdita di almeno una parte dei magazzini ha, di fatto, ridotto di parecchio la disponibilità di dischi fissi sul mercato globale.
Al resto ci ha poi pensato la arci-nota legge secondo la quale ad una diminuzione della disponibilità di una data merce, corrisponde un aumento del prezzo ed ecco che si sono verificati incrementi del costo finale degli hard disk che in certi casi sono stati oltre il 50%.
Apparentemente rientrata l'emergenza, qual'è adesso lo stato dell'arte delle cose? Non idilliaco, a ben vedere, dal momento che gli strascichi di quanto avvenuto saranno completamente riassorbiti, secondo una ricerca IDC, soltanto nel 2013.
Ci attende dunque un 2012 ancora difficile, con negative ripercussioni anche sui prezzi di notebook e desktop, che continueranno a costare qualche decina di € in più rispetto a prima delle inondazioni avvenute in Thailandia.
Il tutto è poi ulteriormente reso più problematico dal fatto che alcuni produttori (secondo alcune voci non ufficiali) starebbero accettando partite di dispositivi in deroga sul fronte della qualità per far fronte alle enormi richieste del mercato. Decisamente acqua ed hard disk non vanno d'accordo.
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