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Alcuni giorni fa c'è stata la chiusura di Megaupload, forse il più noto e frequentato sito di filesharing, con coseguente arresto del suo fondatore, con l'immancabile montare della polemica sulla pirateria informatica, violazione di copyright per i
Alcuni giorni fa c'è stata la chiusura di Megaupload e Megavideo, forse i più noti e frequentati siti di file sharing, con conseguente arresto del loro fondatore e l'immancabile montare della polemica sulla pirateria informatica, violazione di copyright per i contenuti digitali e quant'altro.
Settantadue ore fa, i soliti "informati" (che in realtà sono disinformati), mettevano in giro la notizia (riportata beceramente da una grande quantità di siti) secondo la quale lo stesso Megaupload sarebbe tornato online quanto prima, cosa puntualmente non si è verificata, cos'altro?

Quanto avvenuto ieri, quando è iniziata una girandola di rumour che indicavano come imminente un attacco informatico da parte di Anonymous, il gruppo di attivisti informatici che si prefigge l'obiettivo di sostenere il filesharing, a Facebook, pianificato per il prossimo 28 Gennaio.
Posto per inciso che, a meno di una rivendicazione, un attacco sia sempre difficile da capire da che parte sia provenuto, certi media (anche online) hanno pensato bene di affibbiare d'ufficio anche il recente down del sito della CBS, pur senza averne gli elementi oggettivi.
Quelli di Anonymous però, che evidentemente non sono cerca di tutta questa visibilità, in parte anche inattesa, hanno smentito categoricamente di aver programmato un attacco a Facebook, il più noto e frequentato social network del pianeta.
Chi poi si è azzardato a dire che sia impossibile un'azione del genere va annoverato tra i "disinformati" di cui sopra, dal momento che tecnicamente è assolutamente realizzabile un'azione di questo tipo, anche se ovviamente presuppone il dover essere preparata nei minimi dettagli. Un caos insomma e, nel frattempo anche Filesonic, un altro importante sito di file sharing, ha disabilitato il download dai suoi server.
Non resta che attendere il 28 Gennaio, il giorno che verrà dopo quello della Memoria, per capire se il fiume di parole speso sull'argomento dell'attacco a Facebook avrà avuto un senso oppure, a differenza della Shoah, dovrà essere dimenticato (e in fretta).
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