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Poco meno di tre anni fa, a ridosso da Mobile Word Congress di Barcellona, Samsung prometteva di rivoluzionare il comparto mobile con Blue Earth, uno smartphone dotato di celle fotovoltaiche sul dorso del dispositivo, in grado così di potersi ricaric
Poco meno di tre anni fa, a ridosso da Mobile Word Congress di Barcellona, Samsung prometteva di rivoluzionare il comparto mobile con Blue Earth, uno smartphone dotato di celle fotovoltaiche sul dorso del dispositivo, in grado così di potersi ricaricare grazie all'energia del Sole.
Il cellulare dell'azienda coreana è poi puntualmente arrivato sul mercato (con il nome S7550), ma i risultati non sono stati quelli attesi. Il parziale flop della realizzazione di Samsung non è passata inosservata dalle parti di Espoo ed i vertici Nokia, dopo una lunga attività di test su un prototipo di C1-02 (legato al progetto Nokia Solar Charging), hanno deciso che non ci sarà un cellulare ad energia solare nel futuro immediato per l'azienda scandinava.

Nella realtà, parte dell'insuccesso del Blue Earth è dovuto alla presenza di un sistema operativo proprietario e meno evoluto di Android, la cui adozione avrebbe migliorato notevolmente l'appeal del prodotto sul pubblico, mentre dalla Finlandia il no è stato motivato da aspetti, comuni peraltro a peculiarità dello smartphone made in Corea, che si fermano a monte del discorso OS.
Primo tra questi il discorso autonomia; per realizzare un prodotto in grado di essere proposto worldwide, Nokia ha testato il suo prototipo in zone diverse del pianeta, dal Circolo Polare Artico al Kenia, passando per la Svezia ed il mar Baltico, ma il risultato è stata una scarsa durata delle batterie se alimentate dalle celle fotovoltaiche integrate nello chassis, problema dovuto alla loro scarsa potenza.
I risultati hanno così originato una presa di posizione di Nokia che, almeno per il momento, proseguirà nella ricerca, volta a realizzare circuiti in grado di richiedere meno energia rispetto agli attuali, confidando contemporaneamente nel progresso sul fronte dell'efficienza, da parte delle celle solari, ma senza dare sbocchi commerciali a prodotti derivanti dal progetto.
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