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Crisi del mondo del lavoro: le app per smartphone, new economy del III millennio?

Giovedì 9 Febbraio 2012, 09:30 in Cellulari, Sistemi operativi, Smartphone, Software di

Il termine "new economy" riporta alla mente tristi ricordi in molte persone ma, in un periodo come quello attuale, dominato dalla crisi economica e dalla carenza dei posti di lavoro, un qualcosa che può essere chiamato allo stesso modo, soprattutto p

Il termine "new economy" riporta alla mente tristi ricordi in molte persone ma, in un periodo come quello attuale, dominato dalla crisi economica e dalla carenza dei posti di lavoro, un qualcosa che può essere chiamato allo stesso modo, soprattutto perché il suo motore è lo stesso di quattordici anni fa: Internet.

Negli Stati Uniti infatti, una delle fucine del globo per quanto riguarda la tecnologia e le tendenze, ben cinquecentomila persone hanno trovato lavoro nel settore del software e specificatamente nella realizzazione delle cosiddette "app" per iPhone.

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La nostra vita, lavorativa e personale gravita ormai intorno all'universo "mobile", con gli smartphone in primis a farla da padrone, come testimonia il recente sorpasso in termini di vendite, che questa tipologia di dispositivi ha effettuato sui personal computer tradizionali.

Ecco dunque materializzarsi il primo cardine del business: la domanda, generatasi a partire da cinque anni fa, data di rilascio del melafonino ed andata sempre crescendo, parallelamente, com'è ovvio, al crescere della diffusione dei terminali mobili, settore che non riguarda solo il prodotto di Apple e che è in continua espansione.

Basti infatti pensare che attualmente sono sei le piattaforme di grande diffusione attorno alle quali gravità la quasi totalità degli utenti: oltre ad iOS (iPhone) ci sono infatti Android, Symbian, BlackBerry, bada (Samsung) e Windows Phone.

Questo significa grandi possibilità a livello di impiego, più che altro tenendo conto del fatto che le potenzialità in questo settore sono ancora ben lungi dall'essere state sfruttate, visto che solo una minima parte delle aziende, ad esempio, ha una propria app, così come molti servizi, anche alla collettività, non sono ancora stati migrati in modo da essere fruibili sulle piattaforme "mobile".

Conditio sine qua non per gettare al vento questa opportunità, è quella che venga ad esempio incentivata la creazione di nuove aziende da parte dei governi locali, che la programmazione in ambito sistemi operativi per smartphone sia oggetto di corsi finanziati per disoccupati e cassaintegrati e che le istituzioni inizino a puntare decisamente sul web, cosa che forse finora, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, non è stata fatta, creando doppio beneficio: possibilità di impiego e miglioramento dei servizi resi alla cittadinanza.

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