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L'essere umano, un animale strano, capace di infervorarsi per un nonnulla e di rimanere calmo quando ci sarebbero tutti i presupposti per dare in escandescenza, in grado di focalizzare l'attenzione su una pagliuzza, mentre un trave sta puntando...

L'essere umano, un animale strano, capace di infervorarsi per un nonnulla e di rimanere calmo quando ci sarebbero tutti i presupposti per dare in escandescenza, in grado di focalizzare l'attenzione su una pagliuzza, mentre un trave sta puntando dritto verso il suo occhio.
Crisi, spread, bund, risparmio, banche, Euro, Unione Europea, tagli, mutui, pensioni, mercato del lavoro, nuove opportunità e chi più ne metta. Sono state loro le note della colonna sonora degli ultimi tempi e si candidano ad esserlo ancora per un bel po' con, recentemente, l'aggiunta di un altro tormentone: la ricchezza degli altri, i ministri in particolare.
Il neo-Presidente del consiglio Monti lo aveva promesso e, anche se in realtà alla fine si è andati "un po' lunghi", da ieri sera sul sito del Governo sono disponibili tutti i dati relativi a guadagni e possedimenti, finanziari, mobili ed immobili dei componenti l'attuale esecutivo.
Il web protagonista, dunque, così come lo è già, almeno sulla carta, da qualche tempo, visto che la cosiddetta "operazione trasparenza", pensata dall'ex-ministro tascabile Brunetta, ma mai realmente attuata, prevedeva la pubblicazione online dei redditi dei dipendenti pubblici.
Da qui il via alla ridda di commenti e polemiche sull'opportunità o meno di essere a conoscenza di determinati dati che riguardano, da un lato la sfera personale ma, dall'altro, la vita pubblica, con al curiosità morbosa di misurarsi a distanza con chi gestisce questa malandata ma sempre meravigliosa baracca che si chiama Italia.
Quello che però fa specie è che, prima d'ora, nonostante il malcontento generale che già serpeggiava tra la popolazione, non si è mai avuto l'interesse dimostrato in questi ultimi tempi a conoscere il livello di ricchezza di chi governa il Paese.
Tutto ciò, sia ben chiaro, non è un fenomeno unicamente italiano, ci mancherebbe, ma occorre ammettere che il popolo tricolore in certe vicende ci mette del suo, quello stesso popolo che non trova di meglio da fare che intavolare un discorso in stile massimi sistemi sul fatto che Belen potesse avere o meno le mutande ed ora ha trovato nel fare i conti in tasca ai neo-ministri un nuovo passatempo.
E pensare che Internet potrebbe essere utilizzato per accrescere la cultura di ognuno di noi, per evitarci code agli sportelli, per non doversi recare in banca ed in altri cento luoghi, per accedere alle nostre cartelle mediche, a prenotare biglietti aerei, visite ai musei e vacanze, ad acquistare libri (cartacei o eBook online) e molto altro ed invece la maggior parte della gente continua a rincorrere mutande e zeri sui conti correnti altrui. San Web, aiutaci tu...
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