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Passa dal laser e dal calore la nuova sfida degli hard disk agli SSD

Mercoledì 8 Febbraio 2012, 09:20 in Hard disk-storage, SSD di

Siamo abituati ad avere a che fare con gli hard disk dei nostri PC e notebook, assai meno con gli SSD, la nuova generazione di memorie di massa che, almeno sulla carta, dovrebbe sostituire gli stessi dischi fissi ma che, principalmente per ragioni di

Siamo abituati ad avere a che fare con gli hard disk dei nostri PC e notebook, assai meno con gli SSD, la nuova generazione di memorie di massa la quale, almeno sulla carta, dovrebbe sostituire gli stessi dischi fissi ma che, principalmente per ragioni di scarsa diffusione (e quindi prezzo elevato), non sta ottenendo i risultati previsti.

Strenua resistenza dunque, per i dispositivi che fanno uso di materiale ferromagnetico, testine e piattelli, i quali potrebbero trovare nel calore un nuovo e formidabile alleato per opporsi all'avanzata dei device allo stato solido, andando a colmare quello che è attualmente considerato il maggiore gap nei loro confronti: le prestazioni.

hard_disk-vs-ssd.jpg

Un team di ricercatori dell'Università di York (Gran Bretagna), ha condotto degli esperimenti riguardanti la possibilità di utilizzare il calore per registrare le informazioni, memorizzate in formato binario sulla superficie del disco.

Per mezzo di un impulso laser di durata inferiore ad un trilionesimo di secondo, la zona del disco interessata all'operazione di scrittura viene riscaldata alla temperatura di circa 800° C, permettendo il cambio di polarità necessario a stabilire lo stato (0 o 1) del singolo bit.

La scoperta apre, come detto in precedenza, nuove possibilità per gli hard disk tradizionali, che però, non cambiando sostanzialmente la propria struttura e conformazione, mantengono le caratteristiche tipiche di fragilità che contraddistinguono quei dispositivi che fanno uso di parti meccaniche. La partita hard disk vs. SSD è comunque più aperta che mai.

Fonte

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08 Feb 2012
alle 10:19

saint andres

Infatti, nella maggior parte dei casi i problema non sono le prestazioni, ma l'affidabilità che dei componenti meccanici in movimento non possono garantire.

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