WiCC e Powermat: la ricarica dei cellulari non ha più bisogno dei cavi

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Il sogno dell'intera esistenza di Nikola Tesla, quello di trasferire grandi quantità di energia a distanza senza l'ausilio di cavi non è ancora propriamente realtà ma, negli ultimi tempi ci si è mossi in modo deciso in questa direzione e la...

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Il sogno dell’intera esistenza di Nikola Tesla, quello di trasferire grandi quantità di energia a distanza senza l’ausilio di cavi non è ancora propriamente realtà ma, negli ultimi tempi ci si è mossi in modo deciso in questa direzione e la ricarica wireless di dispositivi di piccole dimensioni la può ormai definire comune.

Questo non vuol dire che la sua diffusione sia capillare, ma il fatto che, oltre ad una pletora di piccoli produttori di soluzioni in questo ambito, sia sceso in campo anche un gigante del settore come Duracell, azienda impegnata nel progetto Powermat, la dice lunga sull’interesse che questo tipo di applicazione suscita.

Basata sul principio della carica induttiva (una delle tre tecnologie, insieme a quella via radio e a risonanza, di ricarica senza fili), è sfociata nello standard WiCC (Wireless Charging Card), le cui specifiche le consentono di essere utilizzata da qualsiasi dispositivo.

Vista l’enorme diffusione di apparati quali smartphone e player multimediali, il mercato potenziale è davvero sconfinato, visto che il poter disporre di una fonte di ricarica che non presuppone l’utilizzo di filo, con una base compatibile con ogni device esistente, rappresenta una sorta di uovo di Colombo.

Si tratta in sostanza di una scheda, la cui forma e dimensioni sono quelle delle SmartCard impiegate sulle prime fotocamere digitali e che va a collocarsi a contatto con la batteria. Al suo interno si trova tutta la circuiteria necessaria a sincronizzarsi con la base che eroga l’energia e richiede solo l’implementazione di un connettore (dal basso costo) sui dispositivi sui quali andrà applicata.

E’ l’elettronica contenuta nella scheda che si occupa dell’interfacciamento tra smartphone/player multimediale e la base di ricarica, consentendo lo scambio di informazioni atte a stabilire quantità di energia da trasferire e tempo di ricarica.

Già nel corso del 2012 si vedranno applicazioni di questo tipo, ma è il prossimo anno che si attende il boom della tecnologia, favorito anche dal recente annuncio di General Motors, che la impiegherà sulla propria linea di vetture. Il filo ha i mesi contati…

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