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In uno scenario come quello attuale, dove si vedono una miriade di persone parlare senza un interlocutore vicino a sé in quanto impegnate in una conversazione telefonica, non stupirebbe più nemmeno scoprire che è ancora diffusa la consuetudine di...

In uno scenario come quello attuale, dove si vedono una miriade di persone parlare senza un interlocutore vicino a sé in quanto impegnate in una conversazione telefonica, non stupirebbe più nemmeno scoprire che è ancora diffusa la consuetudine di rivolgere la parola alle piante. Ben diverso è però il notare una risposta da parte di queste, a meno di non trovarsi nell'università di Keio.
Nell'ateneo giapponese è stato infatti messo a punto un dispositivo che sarebbe in grado di rendere evidenti le reazioni dei vegetali ed in particolari le emozioni, in modo da avere un feedback tangibile delle sollecitazioni cui essi verrebbero sottoposti a seguito delle nostre parole. Dopo la green economy e le piante-robot pare si sia quindi giunti alle green emotion.
Si tratta di una sorta di vaso, ma sarebbe più logico chiamarlo box, nel quale la pianta viene letteralmente rinchiusa, con la sola parte superiore che esce all'aperto. All'interno, sensori e microfoni in grado di captare il minimo movimento, con le informazioni gestite da un microcomputer.
Ma non basta, perché il device contiene anche degli attuatori collegati al corpo del vegetale per mezzo di sottili cavi, che i ricercatori si sono affrettati a dire che non inficiano in alcun modo sulla salute del nostro compagno verde.
Posto per inciso che segregare una pianta in una specie di scatola di plastica zeppa di congegni elettronici per far sì di poterla ammirare quando è arrabbiata, felice, assetata o disperata perché è lunedì mattina, i dubbi sorgono riguardo al fatto che rumori e stati d'animo poco, anzi nulla, hanno a che fare con gli attuatori, i quali fanno muovere il vegetale in modo artificiale.
Pare comunque che il sentimento più frequentemente riscontrato nelle piante sottoposte a questa sorta di supplizio sia l'arrabbiatura; chissà se i ricercatori di Keio si chiederanno il perchè. L'augurio è che ovviamente un simile aggeggio non giunga mai sul mercato, perchè correrebbe purtroppo il rischio di fare successo.
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