Cellulari, vendite in calo: la festa volge al termine?

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Nonostante il crescente successo dei tablet, i telefoni cellulari restano gli oggetti di riferimento per quanto riguarda l'elettronica di consumo, anche se, per la prima volta in oltre tre anni, secondo la prestigiosa agenzia Gartner, i numeri di...

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Nonostante il crescente successo dei tablet, i telefoni cellulari restano gli oggetti di riferimento per quanto riguarda l’elettronica di consumo, anche se, per la prima volta in oltre tre anni, secondo la prestigiosa agenzia Gartner, i numeri di vendita tendono al ribasso.

Il dato tendenziale riferito al primo trimestre dell’anno indica una riduzione del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, contrazione che per il mercato globale si traduce in quasi nove milioni di dispositivi in meno venduti nel primi tre mesi dell’anno.

Profondamente cambiato lo scenario nei piani alti di quella che sarebbe l’ipotetica classifica dei produttori, con Samsung che si conferma numero uno e per nulla intenzionata a cedere lo scettro conquistato recentemente ai danni di Nokia, in caduta libera (-5,3%), ma pur sempre stabilmente al secondo posto, con oltre il doppio delle vendite rispetto a chi occupa il terzo gradino del podio, Apple e che ha raddoppiato i volumi del 2011.

Reggono bene ed anzi, incrementano del 45% gli smartphone, vero traino del settore, ma soffrono i cosiddetti feature-phone, i cellulari classici, ormai soppiantati dai più blasonati “parenti”, che però, complici anche i maggiori prezzi, non riescono a compensarne il calo di vendite.

Se è vero che una rondine non fa primavera, i segnali suggeriscono di riflettere su alcuni aspetti, che possono essere sintetizzati in tre punti:

  • l’utenza si rivolge ormai sempre meno verso i feature-phone e sempre più verso gli smartphone
  • questi ultimi, costando di più, realizzano (complice la crisi) volumi di vendita inferiori
  • i dispositivi hanno raggiunto una diffusione sufficientemente capillare da poter iniziare a generare un processo di saturazione, al pari di quello che sta da anni attanagliando il mercato dell’auto.

Terminata anche l’escalation degli smartphone e, posto per inciso che il tablet non possono al momento esserne considerati gli eredi, resta l’interrogativo su quale potrà essere il device che ne raccoglierà l’eredità.

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