Mini-computer: Intel NUC, il PC in un palmo di mano

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La forza, in fisica, è data dalla massa di un corpo per l'accelerazione, con quest'ultima grandezza che, giusto per rovinare un po' l'umore degli accademici, si traduce poi in velocità. Per avere forza occorre quindi essere "pesanti" o molto veloci.

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La forza, in fisica, è data dalla massa di un corpo per l’accelerazione, con quest’ultima grandezza che, giusto per rovinare un po’ l’umore degli accademici, si traduce poi in velocità. Per avere forza occorre quindi essere “pesanti” o molto veloci.

Questa apparente divagazione cela in realtà un qualcosa che fa parte dell’immaginario collettivo: un qualcosa di grosso appare minaccioso e da l’idea di essere potente, anche nel campo dei computer, dove però le cose non stanno sempre così, almeno ai giorni nostri.

Oggi esistono PC di dimensioni molto contenute che non hanno nulla da invidiare, a livello di potenza elaborativa, ai più blasonati ed ingombranti fratelli che trovano posto in case desk o tower; basti poi pensare ai server che trovano posto nei rack e che la cui altezza può essere anche solo di un pollice (2,54 centimetri), anche se si sviluppano in larghezza e profondità.

I classici micro-PC, quelli che, per capirsi, sono in grado di stare sul palmo di una mano, sono stati fino ad ora confinati in una nicchia estremamente ridotta del mercato e prodotti da aziende come FXI e Raspberry PI, la cui fama è ben lontana da quella dei marchi conosciuti cui siamo abituati.

Anche le architetture utilizzate sono sempre rimaste circoscritte all’utilizzo di hardware fondamentalmente mutuato dall’ambito delle applicazioni mobile o che attingeva a tecnologia ormai superata per le applicazioni desk come quella impiegata da VIA per le sue schede madri NANO, ad esempio.

Fino ad oggi, appunto. E’ di questi giorni la notizia dell’interesse di Intel, il maggior produttore mondiali di processori per computer, di voler essere presenti in questo settore del mercato con una linea di prodotti che fa capo alla definizione di NUC, acronimo di Next Unit of Computing.

Le caratteristiche di questa macchina prevedono una dimensione di 10×10 cm e l’adozione di una CPU Core i3/i5 appartenente alla serie Sandy Bridge (la quale a breve sarà sostituita da Ivy Bridge ma è ancora altamente competitiva nei confronti della concorrenza della riv.ale AMD), oltre a grafica integrata Intel HD 3000, supporto a Thunderbolt, HDMI e USB 3.0.

Al momento i piani del colosso di Santa Clara prevedono il suo impiego, a partire dalla seconda metà del 2012, nel settore dei chioschi informativi ed interattivi, ma nulla vieta, in un futuro relativamente prossimo, di potersi dotare di un PC in miniatura in grado di svolgere tutte le funzioni comunemente richieste ad una macchina domestica, con in più la possibilità di meglio integrarsi, rispetto ad un classico case, nel contesto di un arredamento casalingo.

C’è poi chi vede nei NUC la definizione di particella elementare di calcolo di un sistema teoricamente molto più grande, una sorta di organismo di elaborazione, cosa assolutamente possibile per mezzo della connessione ad Internet, ma sulla quale la pur visionaria Intel non si è finora espressa.

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