Australia: pista ciclabile realizzata con cartucce per stampanti

La sempre più capillare diffusione dei personal computer e delle relative periferiche, oltre ad innegabili benefici in termini di efficienza per quanto riguarda le attività lavorative, a cui si uniscono i vantaggi di uno valido strumento di intrattenimento personale, ha portato con sé anche delle problematiche, alcune di esse legate all'inquinamento.

PC, periferiche e soprattutto materiali esausti, una volta giunti alla fine del loro ciclo di vita hanno la necessità di essere trattati in qualche modo, per evitare di finire nelle discariche, aggiungendo il loro potere inquinante a quello di molti altri materiali che già minano la salute del nostro ecosistema.

 Australia: pista ciclabile realizzata con cartucce per stampanti

Quelli che rappresentano forse la “maglia nera” dei rifiuti correlati al mondo dell'informatica sono le cartucce per stampanti; parte per il fatto di contenere ancora inchiostro (sostanza quindi altamente inquinante) quando vengono dichiarate esaurite e parte per il fatto di essere realizzate interamente in materiale plastico, la loro presenza rischia seriamente di essere ingombrante sotto diversi punti di vista se non si trova una soluzione razionale e realmente efficace per il loro trattamento.

Le iniziative, riciclo in testa, sono numerose, ma la palma dell'originalità spetta con ogni probabilità a quanto fatto al West McDonnell National Park, dove è stata realizzata una pista ciclabile lunga 17 chilometri che unisce Alice Springs e Simpsons Gap.

La particolarità di questo nastro di strada dedicato alle due ruote a pedali risiede nel fatto che il manto è stato realizzato proprio impiegando cartucce esauste per stampanti, il tutto nel segno di un programma del governo australiano volto all'utilizzo di materiali riciclati che possa contribuire, da un lato, ad un maggiore rispetto dell'ambiente e dall'altro a realizzare infrastrutture che, grazie alla durevolezza del materiale con cui sono costruite (derivati della plastica), consentano di ridurre i costi delle materie prime e quelli di manutenzione, sottraendo una grande quantità di materiali potenzialmente dannosi al rischio di veder finire il tutto nelle discariche a cielo aperto.

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