ZX Spectrum: da trenta anni nella storia

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Come gli uomini-simbolo nello sport, bandiere per intere generazioni di una squadra di calcio, basket, pallavolo, piuttosto che di una stessa casa automobilistica o motociclistica, Commodore 64 e ZX Spectrum sono stati avversari irriducibili negli...

 

Come gli uomini-simbolo nello sport, bandiere per intere generazioni di una squadra di calcio, basket, pallavolo, piuttosto che di una stessa casa automobilistica o motociclistica, ZX Spectrum e Commodore 64 sono stati avversari irriducibili negli anni ‘80 a tal punto da dividere nettamente in due fazioni gli allora pochi appassionati di home computing, un fenomeno poi destinato ad esplodere grazie proprio a loro.

Il 23 aprile del 1982, vale a dire esattamente trenta anni fa, la Sinclair rilasciava la sua nuova realizzazione, erede di ZX80 e ZX81, dotato del glorioso processore Z80 (sulla carta decisamente più potente del 6510 utilizzato dal C 64) e dotato di una quantità di memoria RAM che oggi non sarebbe utile nemmeno al forno a microonde programmabile: da 16 a 48 KB.

L’intuizione di sir Clive Sinclair si rivelò ancora azzeccata ed il nuovo nato, vendette oltre cinque milioni di pezzi nei dieci anni di onorato servizio nei listini dei rivenditori di computer di tutto il mondo, una longevità per oggi irripetibile.

Come avvenne anche per il Commodore 64, nonostante lo ZX Spectrum contribuì in modo sostanziale a fare la fortuna della sua azienda, questa finì malamente con la chiusura, dopo essere stata ceduta, quando già era in forte passivo, alla Amstrad.

A trenta anni di distanza, come due campioni ormai ritirati dalle gare, i simboli dell’inizio dell’home computing si godono il passare del tempo, certi della ormai loro eterna presenza nella hall of fame, come dimostra il doodle di Google di oggi, dedicato proprio alla creazione di Sinclair. Buon compleanno, ZX Spectrum!

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